Il filosofo Ceronetti: “bisogna prestare orecchio a questo lamento che sale ogni giorno. Premier vada tra la gente”

la crisi uccide gli italiani

La crisi sta uccidendo tanti, troppi, italiani: il governo capirà che la pressione fiscale non può raggiungere i livelli irrefranabili e insostenibile che sta attuando?

“Invito Monti e il suo governo a stare in mezzo alla gente. Bisogna prestare orecchio a questo lamento che sale”: l’invito arriva dal poeta, filosofo e scrittore Guido Ceronetti, che, scosso dai suicidi per ‘motivi economici’ che invadono le cronache, ha sottolineato come non si debba fermarsi all’astrazioen di una “misura giusta, legittima”, senza guardare da vicino, “nell’esistere quotidiano” alla sofferenza degli italiani e delle loro famiglie che affrontano la crisi.

“Invito Monti e il suo governo a fare come facevano i Principi di una volta: scendere travestiti nei mercati, ascoltare i pareri della gente, le lamentele, la tristezza, come diceva Santa Teresa ‘Farsi scopini delle latrine dell’anima’”, ha detto Ceronetti intervenendo in diretta a Salvadanaio su Radio 24.

“Questo – ha proseguito Ceronetti – può aiutare, bisogna scendere in mezzo alla gente, non restare sopra, perché se no sopra è l’astrazione, mentre qui abbiamo qualcosa che sanguina. Allora bisogna prestare orecchio a questo lamento che sale, perché una misura può essere giustissima, legittimata e legittima e nello stesso tempo essere una coltellata, che provoca il fatto che una persona si butti dal balcone senza pensarci due volte prima. Bisognerebbe proprio che da questa astrazione si scendesse nell’esistere quotidiano, non quello delle aule o in Asia. C’è qualcos’altro, bisogna essere più vicini, ma molto più vicini”.

“È soltanto nei termini reali che io posso vedere la questione della crisi, quella portata proprio dentro le case, immidollata nelle esistenze umane”, ha proseguito il filosofo, avvertendo:”E adesso di questo ce ne accorgiamo fin troppo, perché cominciano a spesseggiare in modo impressionante anche i suicidi per questi motivi. E allora lì bisogna che si fissi l’attenzione di chi vuole pensare”.

Per Ceronetti “l’Italia non è un Paese da epidemie di suicidi, non è né Vienna né la Svezia né l’Ungheria. L’Italia è un Paese dove il suicidio facile non esiste, e invece adesso sono stati diversi negli ultimi due mesi. Ed è proprio questa vita concreta quella a cui posso pensare, che mi ha provocato un risveglio, non ai temi, ma all’alitare umano di questa sofferenza per questi motivi, che poi si intrecciano”. E l’appello: “a Monti e al suo Governo dico di non essere distaccato dalle cose reali, è un brutto mestiere governare. Non ci vuole ottimismo. Se c’era un errore grave di incomprensione dell’esistere era l’ottimismo berlusconiano, quello ti faceva uscire dai gangheri letteralmente”.

“Invece – ha proseguito – ci vuole quel tanto di goccia di amaro, però naturalmente tu metti la goccia di amaro e calano disastrosamente le borse e senti che c’è un soffio di perdizione in tutto questo. E allora bisogna stare vicino alla gente”. “Il guaio è che Monti è stato un cambio di vertice e sta facendo dei disastri. Posso solo dire attenzione perché la pelle ferita fa male, sale un lamento e un disagio che non è spontaneo – e ha concluso – ci vuole una capacità di guardare le cose più da vicino”.

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