L’ad Fiat, Sergio Marchionne: “Monti è l’unico che può traghettare il Paese. Ma il vero problema non è l’art.18”

Sergio Marchionne

«La sfida per il Paese è molto più grande dell’articolo 18, la sfida importante è riacquistare la credibilità sui mercati, non si può scherzare perchè ci stiamo giocando il futuro». Lo ha detto l’ad del Lingotto, Sergio Marchionne, a margine della presentazione dell’accordo di sponsarizzazione tra Fiat e Juventus.

«So bene che la modifica dell’articolo 18 è un problema molto delicato perchè riflette il desiderio di una parte del paese di mantenere le cose come sono -ha aggiunto Marchionne- ma anche una spinta enorme al cambiamento, a rendere l’Italia competitiva, ci viene da parte dei mercati finanziari e dai paesi che stanno finanziando l’Italia». «La scelta è difficile e non è compito mio mettermi nei panni di Monti per cercare di decidere dove è il giusto livello di equilibrio nella modifica dell’articolo 18 -ha detto ancora Marchionne-. La prova della validità della riforma si vedrà dalla reazione che avranno i mercati, ciò che è importante però è fare delle scelte chiare perchè non possiamo cercare di convincere i mercati esteri ad accettare scelte che sono tutte nostre».

«Vogliamo lasciare l’articolo 18 così come sta? Perfetto lasciamolo. La cosa importante è sapere che poi dobbiamo accettarne le consegue. Ciò che conta -ha ribadito Marchionne- è fare scelte chiare perchè l’incertezza non risolve niente ma crea più problermi di una decisione sbagliata». «Fiat e Fiat industrial vanno bene, andranno avanti lo stesso e sono in grado di sopravvivere a tutti gli eventi che arriveranno anche se rimarremo bloccati per mesi sulla riforma. E capisco anche i dubbi da una parte e dall’altre sulla modifica dell’articolo 18, ma dobbiamo fare delle scelte -ha concluso Marchionne ribadendo la fiducia nell’operato del premier- facciamole e una volta fatte mettiamole davanti al mondo e il mondo deciderà».

Infine in merito alle dichiarazioni della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia sulla riforma, Marchionne ha osservato: «Ha espresso dubbi proprio nella maniera in cui le aziende dovranno gestire la riforma e su questo non voglio entrare nel merito. La praticità di tutto bisogna vederla – ha concluso – perchè voi avete visto cosa è successo col nostro contratto, è stato approvato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori e ora ci sono 41 cause aperte dalla Fiom».

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