Un nuovo indagato per l’omicidio di Roberta Ragusa: si tratta di Antonio Fusi, pensionato di 62 anni residente a Pontedera, insieme ai genitori anziani, che avrebbe dato un passaggio alla donna la notte della scomparsa. E’ solo di un “atto tecnico”, specificano però gli inquirenti; l’accusa, infatti, è stata necessaria per poter procedere all’analisi delle tracce presenti sull’automobile dell’uomo al fine si stabilire se la donna fosse veramente Roberta Ragusa, la 45enne di Gello.

A fornire questa segnalazione non sarebbe stato direttamente Antonio Fusi, ma una signora che lavora nell’autogrill in cui una ragazza molto simile alla scomparsa si sarebbe recata alla toilette; qui, secondo le dichiarazioni, si sarebbe tolta la sua tuta rosa e avrebbe indossato un paio di pantaloni di pelle e stivali neri . Verso le 2,30 avrebbe chiesto un passaggio ad Antonio Fusi che l’avrebbe accompagnata fino alla stazione di Pontedera, dove sarebbe stata vista salire su una Lancia Y metallizzata. Il pensionato, molto conosciuto nella zona, è stato sentito dagli inquirenti ed è stato denunciato perchè nella sua auto é stato rinvenuto un coltello con una lama di 13 centimetri.

La segnalazione della commessa dell’autogrill è spuntata fuori solo dopo un mese dalla scomparsa di Roberta Ragusa, probabilmente dopo che l’attenzione mediatica aveva reso nota la notizia e la foto della donna era stata diffusa ovunque. Numerose anche le segnalazioni che si sono rivelate purtroppo infondate, in quanto si trattava di una sosia che per alcuni attimi ha fatto sperare ad un ritrovamento. La donna, molto somigliante, ha smentito alle forze dell’ordine di Roberta Ragusa. Continuano le polemiche sulle ricerche effettuate quel tragico 13 gennaio: pare, infatti , che nelle prime 48 ore della scomparsa furono impiegati decine di uomini e mezzi nella perlustrazione del territorio ma che tutto si fermò il 15 gennaio dopo l’avvistamento a Peretola, come rivela un documento del Comune di San Giuliano Terme.

Qualcuno ha considerato insufficienti i controlli; forse si sarebbe potuto scoprire qualcosa se le ricerche fossero state più capillari e fossero continuate nei campi vicini e nelle zone limitrofe. I cani molecolari hanno “sentito” la presenza della donna fino alla recinzione adiacente alla scuola guida; le tracce, poi, si perdono verso il campo come se la donna avesse scavalcato la recinzione. In questi giorni gli inquirenti hanno interrogato nuovamente i familiari, il marito e i figli (con l’ausilio di uno psicologo) per cercare di fare chiarezza sul clima che si respirava in casa negli ultimi tempi.

© Riproduzione Riservata

Commenti