Dal 2001 in poi “morosopoli” record nell’ex capitale del turismo siciliano: rientrano mancati pagamenti d’acqua per 3mln 626 mila di euro. E mancano altri 3 milioni…

bollette d'acqua evase per un decennio

Morosità record a Taormina nel mancato pagamento delle bollette d’acqua nell’ultimo decennio.

Gli uffici comunali per il Servizio Idrico Integrato hanno trasmesso all’attuale Amministrazione i dati aggiornati ufficiali delle attività di recupero delle somme non introitate da Palazzo dei Giurati dal 2001 al 31 dicembre 2009.

Nell’ex capitale del turismo siciliano sono stati recuperati, in tal senso, 3 milioni 626 mila 816 euro, ed è stato previsto il rientro di ulteriori 3 milioni 058 mila euro. Il tutto, dunque, a fronte di un importo complessivo trattato che ammonta a 6 milioni 685 mila euro.

Numeri incredibili in una vicenda portata all’attenzione dell’opinione pubblica dal 2008 sulle pagine di Gazzetta del Sud e nel recente biennio anche su Blogtaormina.

Un piccolo centro da nemmeno 11 mila abitanti ha fatto registrare per lungo tempo mancati pagamenti che in proporzione sembrano quelli di una metropoli, e mettersi in regola con i tributi era diventato quasi un optional, un adempimento al quale provvedevano con puntualità pochi residenti. Sul territorio sono state trattate 4381 utenze e il Comune ha inviato 7584 raccomandate inerenti avvisi di pagamento.

L’iter di recupero delle somme è stato avviato nei mesi precedenti le elezioni del 2008, durante la gestione commissariale del Comune di Taormina.

Alla data 31/12/2009, nel quadro di un piano di recupero delle somme che quindi proseguirà ancora, le utenze morose sono risultate 2520 a Taormina centro, 1393 a Trappitello, 252 nella zona a mare della Perla (nel dettaglio 47 a Isolabella, 72 a Mazzarò, 58 a Spisone e 75 a Villagonia), 191 a Mazzeo e 5 a Castelmola.

L’attività di recupero delle morosità è stata sovrintesa dal dirigente Giovanni Coco, insieme a Santo Allegra e Carmelo Ferrara. Quest’ultimo si è, improvvisamente, spento nelle scorse settimane, al culmine di un intenso lavoro per il quale aveva impiegato un software appositamente sviluppato, che ha consentito di dare con successo la “caccia” ai numerosi evasori.

Le morosità hanno sinora interessato in modo indistinto alberghi, ristoranti, bar, esercizi commerciali vari e le abitazioni private. Da notare che tra gli evasori sono stati individuati ex residenti, che avevano casa o un esercizio commerciale a Taormina e che poi si erano trasferiti in altre località siciliane o in diverse regioni italiani, sottraendosi allora al pagamento delle bollette.

Per diversi “furbi” si è reso inevitabile sospendere l’erogazione d’acqua. Qualcuno ha provato a far valere la prescrizione del reato. E’ stato effettuato il monitoraggio e la revisione delle utenze idriche concesse, e gli addetti alle verifiche hanno segnalato le situazioni anomale, irregolari e abusive riscontrate negli allacci.

Parecchi residenti hanno deciso di raggiungere un’intesa con il Comune, attraverso piani di rateizzazione del debito e opportunità di dilazionare i tempi di pagamento delle somme evase.

In sostanza è partita una valanga di spedizione di atti di diffida e messa in mora a seguito di accertamenti sia dell’ufficio che del legale competente.

C’è persino chi si è presentato negli uffici del Comune proponendo una transazione “fai da te” del debito accumulato, offrendo insomma di sanare tutto con versamenti ad importi di gran lunga inferiori al debito in atto con la casa municipale.

Va detto che la lettura dei contatori copre adesso quasi tutte le utenze dislocate a Taormina mentre al 31 dicembre 2010 avveniva solo per l’11% delle utenze (centro e frazioni). Gli alberghi hanno pagato morosità che si erano accumulate per Un milione 184 mila euro e altri 644 mila euro dovranno pagare.

Per quanto riguarda il commercio, gli esercizi pubblici di categoria “A” hanno pagato 410 mila euro di bollette evase e ulteriori 422 mila euro andranno a pagare, gli esercizi pubblici di categoria “B” hanno versato al Comune 151 mila euro e altri 191 mila euro pagheranno.

Le utenze “domestico residente” hanno fatto registrare 404 mila euro di morosità e 546 mila euro di “non pagato” che dovrà ora essere riscosso dagli uffici; le utenze “domestico non residente” hanno sanato un debito complessivo di 296 mila euro e a questo quantum se ne aggiungeranno altri 359 mila euro al momento ancora non pagati.

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