Il governatore rischia di lasciare con un anno d’anticipo Palazzo d’Orleans. Per la successione Leanza o Russo 

Raffaele Lombardo

La vicenda giudiziaria di Raffaele Lombardo sembra destinata a innescare un terremoto nella politica regionale e già si pensa ai possibili scenari all’orizzonte.

La road map, o piano B, – scrive Sicilia Informazioni – sarebbe questa: il rimpasto di governo con qualche cambio importante, che dovrebbe portare in esecutivo un uomo di fiducia del governatore, comunque un deputato regionale di prima grandezza. Successivamente il presidente della Regione, Lombardo, nominerebbe un vicepresidente e quindi assumerebbe in piena autonomia, senza che alcuno tiri la giacca, la decisione di sospendersi dalla carica alla vigilia dell’ordinanza del Giudice per l’udienza preliminare.

Le funzioni di presidente vicario verrebbero assunte dal vice presidente della Regione. Durata del governo breve? Da maggio-giugno a ottobre con dimissioni e conseguente scioglimento dell’Assemblea. Elezioni anticipate? Entro il mese di novembre-dicembre.

La road map, stavolta, potrebbe incontrare il favore dei novanta deputati dell’Ars. L’abbandono della tradizionale riluttanza alla chiusura anticipata della legislatura potrebbe regalare un ritorno meno complicato a Palazzo dei Normanni di quanto lo sarebbe se l’Assemblea concludesse, in primavera del prossimo anno, la legislatura.

Entro la fine dell’anno, infatti, il Parlamento potrebbe concludere l’iter di riforma costituzionale che taglia di venti unità il plenum dell’Assemblea. Grazie al voto anticipato la riforma costituzionale risparmierebbe Sala D’Ercole. Novanta deputati, quindi, per altri cinque anni. Una eventualità che fa molto arrabbiare Giovanni Barbagallo, Pd, tenace assertore del taglio dei deputati. “Sarebbe una scelta indecorosa”, sostiene. Ma la sua protesta non dovrebbe incidere sull’iter della road map.

Resta di indovinare il parlamentare regionale che succede, per un lasso di tempo modesto, a Raffaele Lombardo. I riflettori sono puntati, naturalmente, su Lino Leanza, storico braccio destro del governatore, cui spetterebbe il compiuto di traghettare l’Assemblea nella nuova legislatura senza scossoni.

La road map, infine, non dovrebbe dispiacere nemmeno alle due anime del Pd, quella che ha sempre sostenuto Raffaele Lombardo, e l’altra che l’ha visto come fumo negli occhi. Nel Pd, infatti, alla luce delle vicende giudiziarie recenti, si è fatta strada un’ipotesi che media fra la fine del sostegno al governo e la sua permanenza. Se Lombardo facesse un passo indietro, il Pd smetterebbe di accapigliarsi e la sua maggioranza sposerebbe l’idea di una intesa, alle prossime regionale, con il Terzo Polo, Mpa in prima fila.

Tutto chiaro? Nemmeno per sogno. Leanza è una persona di fiducia di Lombardo ma ha le sue idee e, soprattutto, le sue relazioni politiche. Non ha mai nascosto rapporti privilegiati con alcune componenti del centrodestra. Non è pertanto scontato che la proposta di fatto affacciata dal segretario regionale (dimissionario?) del Pd, Beppe Lupo, sia accolta con entusiasmo da Leanza.

E allora sembra molto più probabile – aggiungiamo noi -, che il traghettatore alla fine sia invece Massimo Russo, l’attuale assessore alla Sanità ed ex magistrato che garantirebbe il mantenimento di molteplici equilibri istituzionali e potrebbe essere poi il candidato per le prossime elezioni regionali.

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