Il “Blasco” torna in scena alla consegna delle borse di studio per l’Accademia della Scala: “troppe voci strane in giro, se mi danno ancora del malato vi dò bastonate”

Vasco Rossi

Vasco Rossi è tornato. E avrà pure, come dice lui, abdicato da rockstar per essere solo un artista, ma non si direbbe. È stato lui il protagonista assoluto della consegna di dieci borse di studio per l’Accademia della Scala da parte dell’Associazione Vasco Rossi Dancing Project, un’uscita pubblica che arriva dopo la cancellazione dei concerti a fine estate e il ricovero in clinica.

Vestito con jeans, camicia grigia e giacca di pelle nera ha rassicurato sulla sua salute. «Ci sono in giro voci strane, che non sono in forma, che sono malato – ha detto – forse perché i medici hanno detto che ci vuole un anno per recuperare la forma ma dovete scrivere convalescenza non malattia». Poi ha aggiunto un avvertimento da rocker: «Se leggo malattia, vado a casa di chi lo ha scritto e lo prendo a bastonate».

Il balletto. Non deve stupire che un rocker come lui abbia una vera passione per la danza classica, anche se recente (tanto che ha confessato di non aver mai visto un balletto dal vivo). «È un’espressione – ha spiegato – che si avvicina al rock perché trasmette provocazione e sensualità». E poi richiede un esercizio e un impegno enorme che «non si fa per lavoro. È come la chitarra – ha sottolineato -. Ci vuole passione». Grazie a questo nuovo interesse Vasco – che è un habituè di San Siro – entrerà alla Scala per il balletto L’altra metà del cielo, costruito usando le sue canzoni, per lui un onore. «È una cosa talmente straordinaria e penso – ha commentato – che sia perché il direttore del balletto Vaziev è russo e il sovrintendente Lissner francese. Un italiano non lo avrebbe fatto perchè c’è ancora troppo pregiudizio».

Prima saltata. Purtroppo la prima di sabato prossimo salterà per uno sciopero indetto da Cgil su sicurezza e articolo 18. Un nuovo intoppo per il cantautore dopo la lotta per i decibel a San Siro che ha rovinato tutto perché «la musica si sente a un certo volume o tanto vale andare a casa». «Sono un ragazzo sfortunato» ha scherzato dando la sua solidarietà ai lavoratori «che avranno le loro ragioni ma – ha aggiunto – hanno rovinato la festa a mia madre che voleva vedermi in smoking». Vasco sarà comunque presente al debutto, che a questo punto è spostato al 3 aprile. «Ma devo stare in piedi – ha ironizzato – perché non ho i biglietti». Tutti hanno riso in sala così come quando ha detto che: «Vasco Rossi è un tipo poco raccomandabile. Sono esperimenti da non fare a casa».

Scherzi e risate. Anche con le dieci premiate (tre che avranno una borsa di studio per un anno di corso professionale all’Accademia e sette per i corsi estivi) Vasco ha scherzato e si è messo in posa. Anche sui soldi donati ha giocato: «Io non ho intestato niente, neanche il cane». Serio lo è diventato per dire che la musica, tutta, è una benedizione. Alla fine c’è stato poco spazio per gli altri intervenuti: l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune Cristina Tajani, il presidente dell’Accademia Pier Andrea Chevallard, il vicedirettore della scuola di ballo Maurizio Vanadia e Stefano Salvati, che è presidente dell’Associazione Vasco Rossi Dancing Project. Ma in fondo, che lo voglia o no, la rockstar è lui.

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