Dopo aver ingannato migliaia di italiani, una società ha alzato il tiro e ha provato a incastrare il Quirinale

Giorgio Napolitano

Le “vie” della truffa sono infinite e c’è chi parte dai “piccoli pesci” per alzare poi il tiro. Anche il Quirinale è caduto in trappola. Tanto da denunciare il caso alle autorità competenti. Ma sono stati migliaia gli italiani truffati online: convinti di scaricare software gratuito da un sito specializzato, venivano bersagliati da richieste di pagamento ingiustificate.

A quel punto, molti di loro si sono resi conto di aver sottoscritto un inganno. Altri, probabilmente, hanno invece pagato. Ora, finalmente, il sito www.italia-programmi.net è stato oscurato su richiesta della Procura di Milano che ha aperto un’indagine per truffa. Tra le vittime, anche la Presidenza della Repubblica e l’ex presidente dell’Antitrust ora sottosegretario di Monti, Antonio Catricalà.

La società titolare del sito, Estesa Limited, con sede formale alle Seychelles, era da tempo nel mirino della Rete e dell’Antitrust. Come funzionava la trappola? Una volta entrati sul sito, magari cercando software gratuiti con Google, gli utenti erano convinti di poter fare il download gratuito dei programmi registrandosi semplicemente con nome, cognome e indirizzo email. E invece questo procedimento equivaleva a un vero e proprio abbonamento. Al costo di 8 euro al mese, con 96 euro anticipati all’inizio di ciascun anno.

Le vittime, secondo quanto riferiva l’Antitrust qualche mese fa, sono state almeno 25mila. Le indagini della Squadra reati informatici, riferisce il Corriere della Sera, hanno però accertato che la società ha escogitato “un meccanismo truffaldino ancora più sofisticato”: di giorno, “quando gli uffici dell’Antitrust sono aperti”, sul sito si legge “Crea il tuo account a soli 8 euro”, ma di notte, quando la maggioranza degli utenti naviga e scarica, sparisce il costo e la frase si accorcia a “Crea il tuo account”. Una volta “iscritti”, la “articolata strategia truffaldina” prevede richieste di pagamento sempre più inesistenti e minacciose. Anche al Quirinale, quindi, si sono visti notificare il sollecito di pagamento dei 96 euro più 8,5 per spese di recupero. Napolitano, tramite gli uffici del Quirinale, ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine.

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