Dopo l’interruzione del servizio da parte dell’azienda Amia, il capoluogo siciliano discarica a cielo aperto

Palermo invasa dai rifiuti

Emergenza rifiuti a Palermo, dove i cittadini esasperati hanno iniziato a bruciare cassonetti e sacchetti maleodoranti della spazzatura, che da giorni emanano un cattivo odore che sale fino alle abitazioni che si trovano nelle vicinanze. Una situazione insostenibile per la cittadinanza che cerca di ottenere l’attenzione dalle istituzioni locali.

A causa dei molteplici roghi avuti in città, è stato notevolmente compromesso anche il traffico: la viabilità, infatti, nelle zone dove si sono verificati gli incendi, è stata bloccata per diverse ore. I vigili del fuoco, la scorsa notte, hanno spento decine di roghi di cassonetti: è terminato lo sciopero di Amia, azienda che si occupa della raccolta rifiuti nel capoluogo siciliano, ma la situazione a Palermo è ancora critica, soprattutto in periferia, dove si concentrano la gran parte delle tonnellate di rifiuti accumulatesi per strada.

La Procura indaga su cento persone, mettendo sotto accusa i dipendenti di Amia e quelli di Amia Essemme per i picchetti non autorizzati che hanno impedito l’uscita degli autocompattatori dai depositi e, di conseguenza, il blocco della raccolta della spazzatura. I pubblici ministeri Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua, che si stanno occupando di questa delicata vicenda, ipotizzano il reato di interruzione di servizio pubblico a carico di diversi lavoratori e, nei confronti di ignoti per violenza privata e danno alla salute pubblica.

L’assessore Massimo Russo ha inviato una lettera al commissario Luisa Latella, nella quale sottolinea il fatto che i cittadini sono sottoposti a gravi rischi per la salute in questo momento: “I numerosi incendi di rifiuti e cassonetti registrati negli ultimi giorni sono causa di inquinamento ambientale e atmosferico perché generano l’emissione di sostanze nocive come la diossina, che possono anche contaminare gli alimenti”.

Durante la notte, infatti, sono stati spenti una cinquantina di roghi di pattume che hanno sprigionato diossina e altre sostanze nocive per la salute, che potrebbero sviluppare delle epidemie veicolate anche da animali, come topi e altri parassiti che proliferano nell’immondizia.

“Ripuliremo tutto entro sabato”: lo annuncia Paolo Lupi, uno dei commissari Amia. L’azienda aveva azzerato gli straordinari per ridurre le perdite e ora si ritrova costretta a pagare gli extra per fronteggiare l’emergenza rifiuti a Palermo: nel frattempo, l’Amia sta decidendo se decurtare dalle retribuzioni il denaro per le giornate nelle quali i dipendenti non hanno lavorato. Come sottolinea Lupi, “Ce ne occuperemo tra una quindicina di giorni, quando dovremo pensare ai pagamenti degli stipendi. Al momento la priorità è ripulire le strade”. Il Comune di Palermo e l’Amia rischierebbero una multa di 25 mila euro.

Palermo, una discarica a cielo aperto: la città rischia di perdere attrattiva turistica a pochi giorni da Pasqua. Come ha dichiarato Andrea Corso, presidente di Assoturismo Sicilia, Palermo potrebbe subire una perdita del 20% in termini di visite turistiche da parte di italiani e stranieri. Il capoluogo siciliano, però, non è l’unica città ad essere invasa dai rifiuti: a riferirlo Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione della Coldiretti siciliana, i quali dicono, appunto, che nelle “strade interne, quelle che portano alle aziende agricole o agli agriturismi ci sono tonnellate di rifiuti che fanno scappare i turisti“. L’Amia si impegna a ripulire la città entro sabato.

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