La causa del guaio all’impianto di crioconservazione al “San Filippo Neri” di Roma non è un guasto: qualcuno ha aperto una valvola che invece doveva restare chiusa

il "giallo" degli embrioni distrutti

Il mistero si infittisce. Altro che guasto all’impianto di crioconservazione dell’ospedale San Filippo Neri! I 94 embrioni sono stati distrutti a causa di un errore umano e di un probabile sabotaggio. A meno che non si tratti di un doppio errore. Ecco quello certo: il tecnico dell’Air Liquide – la società, leader mondiale nel settore, che gestisce l’apparecchiatura – è stato avvisato ben due giorni prima ma ha sottovalutato i due allarmi ricevuti.

La prima segnalazione gli è arrivata il 25 marzo e indicava la presenza di 600 litri di azoto (quindi 100 in meno del dovuto), il secondo allarme gli è invece arrivato, sempre telematicamente, la notte del 26 a mezzanotte e 10. Il tecnico ha commesso un grossolano errore e non ha capito che la fuoriuscita di tutto quell’azoto avrebbe bloccato il sistema di congelamento. E’ intervenuto in ospedale solo la mattina del 27 marzo.

Ma non c’è solo questo. Dall’indagine interna dell’Air Liquide risulta infatti che l’azoto (che attiva il congelamento) è finito non per colpa di un guasto, ma perché era stata aperta una valvola che sarebbe dovuta, invece, essere chiusa. Chi l’ha aperta in ospedale? L’autore l’ha aperta per errore? Oppure ha deliberatamente voluto distruggere i 94 embrioni e i 130 ovociti? In queste ore al centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma in sigla) del San Filippo è in corso il sopralluogo degli ispettori del Centro Nazionale Trapianti, per conto del ministero della Sanità, mentre ieri i carabinieri del Nas hanno ispezionato il centro acquisendo documenti ed effettuato verifiche.

L’ipotesi del sabotaggio era stata avanzata, in linea del tutto teorica, da Edoardo Boncinelli, professore di biologia e genetica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Nel frattempo, persistono frustrazione e disperazione tra le 34 coppie in cura per infertilità al Pma dell’ospedale romano. Sofferenza destinata sicuramente a crescere di fronte alle notizie dell’errore umano e del possibile sabotaggio. Molte coppie si sono già rivolte ad un avvocato di fiducia o al Codacons (per l’assistenza legale). La relazione dell’Air Liquide sarà esaminata dalla procura di Roma che fino a ieri, in base alle notizie note, non aveva paventato reati penali. Ora però l’inchiesta giudiziaria potrebbe prendere un’altra piega.

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