Casa municipale attesa da 3 processi nel contenzioso sui lavori dei parcheggi. Vertice a Palazzo dei Giurati con i legali. Raneri avverte: “ora massima attenzione” 

Impregilo e Comune di Taormina verso lo scontro finale in tribunale

Vertice a Palazzo dei Giurati sul lodo Impregilo. Il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, e il direttore generale di Palazzo dei Giurati, Michelangelo Lo Monaco hanno incontrato nelle scorse ore i legali che difendono il Comune nel contenzioso in atto con l’impresa che ha eseguito a suo tempo i lavori di realizzazione del sistema di viabilità e parcheggi a Taormina.

Nel corso del vertice è stato fatto il punto della situazione ed è emersa la necessità di predisporre al più presto una strategia efficace su ben tre fronti giudiziari. Sono infatti tre i diversi e e distinti filoni processuali sui quali sarà impegnato da qui ai prossimi mesi il Comune di Taormina, in un braccio di ferro cruciale per le sorti finanziarie dell’ente.

I tre filoni. Quanto prima andrà rifatto il processo per la parte principale dello scontro con Impregilo. In primo e secondo grado di giudizio era prevalsa Impregilo, poi la Cassazione, il 16 giugno 2010 accolse il ricorso del Comune contro la sentenza (n. 323 /2003) della Corte d’Appello di Messina favorevole alla società milanese, stabilendo che proprio in quest’ultima sede si dovrà tenere un nuovo processo. Palazzo dei Giurati è così riuscita sinora ad arginare le pretese dell’impresa che ammontano a 23 milioni di euro.

Una richiesta esorbitante che, per altro, sommando eventuali interessi legali e rivalutazioni salirebbe a quota 45 milioni di euro. Un secondo filone processuale si tiene invece a Trappitello dove Impregilo ha chiesto 7 milioni 200 mila euro e anche in questo caso il Comune si sta opponendo a questo procedimento che rivendica ingenti danni. Il terzo e piu attuale processo concerne la recente disposizione del Tribunale di Trappitello che ha assegnato 4 milioni 382 mila euro a Impregilo.

L’Ordinanza del Giudice del Tribunale di Taormina ha concesso la “provvisoria esecuzione parziale”, sulla base di apposito decreto ingiuntivo promosso da Imprepar. L’Amministrazione è già stata informata dai propri legali dell’impossibilità di opporsi alla provvisoria esecuzione del decreto. Non vi sono rimedi e si deve pertanto attendere la pronuncia di merito che definisca il giudizio. Si è comunque appreso in queste ore che il Comune non verserà subito nelle casse di Impregilo gli oltre 4 milioni in questione. Il giudice, nel dispositivo del 09/01/2012, ha ammesso “la prova orale” e la causa per l’espletamento della stessa all’udienza del 31 ottobre 2012, pertanto non ci sarebbe l’obbligo di dare già prima di allora i soldi all’impresa.

Il monito di Raneri. “Ci sono tre processi da affrontare e adesso si può soltanto dire che tutto l’iter andrà preparato con la massima attenzione”, ha dichiarato Raneri, che si è trincerato nel silenzio sui contenuti del vertice con i legali di fiducia dell’Amministrazione. Sempre la casa municipale taorminese dovrebbe, infine, stringere i tempi per procedere all’approvazione dello stato finale dei lavori, che riassume opere e pagamenti effettuati e che dovrebbe comprendere le penalità per inadempienze contrattuali.

Il Comune vorrebbe rivalersi sull’impresa per una serie di ritardi nella consegna dei lavori e l’intenzione sarebbe quella di chiedere i danni a Impregilo. Le cifre sono eclatanti: Impregilo si è mossa nelle sedi giudiziarie per chiedere al Comune di Taormina somme che arriverebbero oltre 40 milioni di euro e, a sua volta, il Comune potrebbe quantificare in 40 milioni la cifra da chiedere all’impresa. Il rapporto dare-avere è destinato ad assumere cifre sempre più pesanti, anche perchè il trascorrere del tempo rende ulteriormente cospicui i termini economici del contenzioso.

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