Una superspia dei servizi segreti americani entra nelle indagini: Duane Clarridge è in tutte le operazioni Usa di maggior rilievo dagli anni ’80 ad oggi. Che ruolo ha?

lo 007 Duane Claridge

Fino a pochi giorni fa, almeno ufficialmente, veniva escluso qualunque coinvolgimento esterno a Cosa nostra nelle stragi del ’92 e ’93.

Invece di ammazzare il nemico, il traditore, chi sgarra con esecuzioni mirate, i boss inviano messaggi di sangue che spaventano l’opinione pubblica. Tutto comincia e finisce nella “pancia” dei corleonesi e dei loro alleati? È prevalsa questa tesi perché i boss contrattano con lo Stato la tregua per ottenere regime carcerario meno duro.

Le bombe fanno parte della “trattativa” mafia-Stato. Ora si è però aperto uno spiraglio che getta uno sguardo Oltreoceano. Gli inquirenti hanno deciso di ascoltare una super-spia e di guardare le carte di Washington. Personaggi di secondo piano, come Salvatore Amendolito, collaboratore di giustizia Usa, mittente di “memoriali” inviati a Giovanni Falcone alla vigilia di Capaci, potrebbero diventare importanti.

La Procura di Caltanissetta vuole sapere quale ruolo abbia avuto Duane Clarridge, uno “spione” della Cia, implicato in tutte le operazioni americane di maggior rilievo dagli anni Ottanta ai nostri giorni. Duane Clarridge “monitorava” le stragi, da Roma. Poi s’è occupato d’altro, è finito sotto processo (graziato da Bush padre) ed ha messo in piedi un’Agenzia di contractors (spioni privati) con il nome di Eclipse, al soldo del governo Usa e, presumibilmente, di chi paga.

Come si sia arrivati a Duane Clarridge – scrive SiciliaInformazioni – è ancora un mistero, ma una pista possiamo seguirla. Nelle sue tante vite (oggi ha 80 anni e vive in Florida, da dove dirige Eclipse), lavorò alle indagini su “Pizza Connection”, che fece conoscere ed apprezzare Giovanni Falcone agli americani. Fu smantellata una rete di narcotrafficanti legata a Cosa nostra e di riciclatori in doppio petto, che utilizzavano insospettabili “lavanderie” con sede in Svizzera ed Usa.

Duane Clarridge s’imbattè sicuramente in Salvatore Amendolito, personaggio di primo piano della rete di riciclatori e narcos, convertitosi alla “giustizia”. Ormai uomo libero ma vicino ai vecchi ambienti – servizi e boss – Amendolito cerca di accreditare l’opportunità di una trattativa dello Stato con i boss attraverso iniziative “allo scoperto” con il mondo dell’informazione e l’invio di memorie al giudice Falcone. Una strategia singolare che pare avere l’obiettivo di fare conoscere l’esistenza della “trattativa” piuttosto che il raggiungimento del risultato, la rinuncia agli attentati.

Mentre servitori dello Stato e uomini politici di primo piano, e pare anche magistrati come Paolo Borsellino, vengono informati con grande riservatezza di una disponibilità a trattare, Amendolito racconta a mezzo mondo, giornalisti in testa, che è meglio accettare la “tregua” mafiosa.

Duane Carridge, probabilmente, conosce vita, morte e miracoli anche di un altro personaggio-chiave della svolta “oltreoceanica” delle indagini nissene sulle stragi: Vito Roberto Palazzolo. Questi, infatti, è entrato nel calderone di Pizza Connection come “consigliore” amministrativo. Personaggio internazionale, centrale dell’organizzazione. Il nome di Palazzolo emerge per la prima volta proprio con l’operazione Pizza Connection. Palazzolo fu “identificato” da Falcone come un uomo di fiducia di Francesco Di Carlo e degli agrigentini Cuntrera e Caruana, che avevano nelle Americhe le sedi dei loro traffici internazionali.

Per quasi trenta anni Palazzolo è riuscito a mimetizzarsi, grazie alle sue relazioni internazionali e al sostegno di personaggi di primo piano. È diventato ricchissimo, ha cambiato identità, svolgendo un’attività di tutto prestigio nel settore dei diamanti in Sud Africa. Condannato a nove anni di reclusione, come fiancheggiatore di Cosa nostra, è rimasto indisturbato nel set-jet internazionale. Un latitante di lusso fino a una settimana fa.

Qualcosa è accaduto, perché la latitanza dorata di Palazzolo si è conclusa a Bangkok. La tenacia degli inquirenti? Sicuramente, ma non solo. I magistrati nisseni, Domenico Gozzo e Gaetano Paci, non l’hanno mai mollato: sei anni or sono tentarono vanamente di assicurarlo alla giustizia, andando in Sud Africa per chiederne l’estradizione e non ebbero credito, tanto che la loro richiesta fu respinta.

Clarridge e Palazzolo arrivano in contemporanea sulle scrivanie dei magistrati. La svolta “americana” degli inquirenti coincide con la cattura del dell’uomo dei diamanti nel mirino della super-spia Clarridge al tempo di Pizza Connection. Una coincidenza?

Il controverso agente della Cia non assicurò alla giustizia Palazzolo, ebbe collaboratori di giustizia, come Amendolito, e – a quanto pare – si sarebbe servito, per il suo “monitoraggio” sul terrorismo mafioso degli anni Novanta, di quel fantomatico “signor Franco”, uomo dei servizi segreti italiani, vicino agli americani.

C’è una coda, che rende più curiosa la svolta delle indagini. Nel 2003, al fine di cancellare il suo passato, dopo Pizza Connection, Vito Roberto Palazzolo, affida la missione alla sorella, Sara, la quale si rivolge al senatore Marcello Dell’Utri per avere suggerimenti sulle iniziative da mettere in atto. Perché proprio lui? “La mia lunga esperienza da imputato”, spiega, serafico, Dell’Utri. E tutto finisce qui.

La pista intrapresa dalla Procura di Caltanissetta è difficile. Che Clarridge vuoti il sacco sull’attività della Cia in Italia al tempo delle stragi è improbabile. Gli inquirenti potrebbero avere accesso alle carte di Washington, comunque. La super-spia si comporta da free-lance da sempre, è collegato ad ambienti politici “conservatori” americani, e la nascita di un’Agenzia “parallela” alla Cia, per sua iniziativa, induce a ritenere che la sua attività “italiana” non segua affatto le direttive del governo. Tutt’altro.

La Procura è entrata, comunque, nel contesto, inquietante e opaco, in cui si perpetrarono le stragi italiane: il crollo dell’impero sovietico e lo smantellamento del vecchio assetto dei servizi – occidentali e comunisti – e la nascita (abortita) dell’Europa monetaria con il risveglio dell’attività terroristica in Spagna, Germania e Italia, la fine della Prima Repubblica in Italia. Ce n’è a sufficienza per immaginare di tutto e del suo contrario. Quali saranno ora i prossimi sviluppi?

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