L’esponente di Popolo e Territorio aveva dichiarato  di trovarsi alla Camera solo per pagarsi il mutuo di casa: “lascio ma gli sciocchi smettano di spararmi addosso”

Massimo Calearo

Polemiche roventi su Massimo Calearo, deputato eletto nelle liste del Pd e in corso di legislatura approdato poi nel gruppo di Popolo e Territorio.

L’imprenditore venerdì aveva riferito che non partecipava più alle sedute della Camera ma che con i soldi dell’indennità da parlamentare ci pagava il mutuo. Oggi sulla questione è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che ha giudicato «inopportune» alcune sue dichiarazioni, «forse si è lasciato un po’ prendere la mano».

E lo stesso Calearo – come si legge su La Stampa – a spiegare: «Le mie assenze alla Camera sono cominciate alla vigilia di Natale. In quei giorni mia moglie si è ammalata seriamente. Ho scelto di rimanerle vicino. È morta il 19 marzo scorso. Nel frattempo ho ripreso a lavorare nella mia azienda. Quando sono ritornato in Aula sono stato male, ho provato un grandissimo disagio e ho cominciato a schifare una classe politica che è sempre la stessa. Basta, mi dimetto così la finiamo con le polemiche. Aspetto solo che quegli sciocchini del Pd la smettano di spararmi addosso, poi scrivo la lettera per Fini».

I vertici di Fli, Roberto Menia e Fabio Granata, coordinatore e vice coordinatore del partito di Fini, hanno invitato il Presidente della Camera a porre in essere rigorosi provvedimenti disciplinari nei confronti di Massimo Calearo, attraverso la sua sospensione, in relazione alle «inaudite considerazioni affidate alla stampa che rappresentano una offesa gravissima alla dignità del ruolo parlamentare e al Parlamento stesso».

I due dirigenti di Fli, attraverso una missiva riservata indirizzata a Fini, chiedono provvedimenti «rigorosi ed esemplari» e concludono: «Visto che Calearo, tipico rappresentante dei “responsabili”, afferma di essere prestato alla politica, restituiamolo ai suoi interessi privati: la politica italiana e il Parlamento non ne sentiranno la mancanza».

Sulla vicenda si esprime anche il capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario: «Al netto del rispetto umano per il dramma di una persona, Calearo ha pronunciato parole offensive e ignobili. Per questo deve dimettersi al più presto e il Parlamento deve accettare le sue dimissioni». Belisario conclude: «È grazie a personaggi squallidi come lui che il sentimento di antipolitica si sta amplificando sempre più. Vada a casa e, come prima cosa, intesti la sua Porsche con una targa italiana, tanto per provare a limitare il senso di disprezzo che ci provoca. I furbetti come lui sono la rovina del nostro Paese».

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