Milan e Lazio frenano, nel posticipo sfida senza appello. Il pareggio non serve a nessuno: bianconeri per il sogno scudetto, azzurri per agguantare la Champions League 

Walter Mazzarri e Antonio Conte

A 50 giorni dalla grande notte di Roma in cui si sfideranno per la finale di Coppa Italia, stasera suona il gong del primo round nella resa dei conti tra Juventus e Napoli.

A Torino la squadra di Antonio Conte e quella di Walter Mazzarri in campo nel grande classico del campionato, che mai come stavolta metterà in palio tre punti pesantissimi. Dopo i risultati degli anticipi del sabato, il pareggio non serve a nessuno, allo Juve Stadium la Juve vuole approfitare del pari del Milan a Catania per tornare a -3 nella lotta scudetto, il Napoli deve sfruttare invece il ko della Lazio a Parma per agganciarla al terzo posto in vista dello scontro decisivo in programma tra sette giorni all’Olimpico.

Tutto in una notte nell’eterno scontro tra bianconeri e azzurri, ovvero Nord contro Sud, e una rivalità che va ben oltre il calcio e inizia addirittura con l’Unità d’Italia. La partita verrà seguita in tutto il mondo.

Lo Juve Stadium, come sempre, proporrà un clima “infernale”, per spingere i padroni di casa al successo e a mantenere l’imbattibilità stagionale. Il terreno del nuovo stadio di Torino non è stato mai violato dal giorno dell’inaugurazione. Gli ospiti sono carichi per infliggere alla Signora la prima sconfitta del campionato e tra le mura amiche. L’impresa, in parte, è già stata sfiorata all’andata proprio dal Napoli: al “San Paolo” finì 3-3 e l’undici di Mazzarri sprecò il doppio vantaggio. Per questo Torino sarà invasa stasera da 10 mila napoletani.

Le curve bianconere preparano un’altra coreografia spettacolare. Ma oggi sarà, soprattutto, il giorno di festa che migliaia di napoletani e meridionali aspettano con ansia e orgoglio: 364 volte in un anno torinesi o piemontesi acquisiti, per questioni di lavoro e di necessità, per poi svestire stasera tute e giacche e indossare la maglia azzurra. La parola d’ordine è far sentire la propria voce per contrastare il feudo del regno juventino.

Nel posticipo di stasera si troveranno in netta maggioranza sugli spalti dello Juve Stadium, ovviamente, i sostenitori bianconeri, in 31 mila contro 10 mila, mentre diverso sarà lo scenario a Roma per la finale di Coppa Italia si prevede un esodo biblico di napoletani. Quel fatidico 20 maggio è cerchiato sul calendario di 40 mila partenopei che raggiungeranno la capitale, e sul fronte opposto almeno 30 mila tifosi della Juve.

La Juve non può più sbagliare se vuole ancora coltivare il sogno di riagguantare il Milan nella corsa per il tricolore e scenderà in campo dopo il “sabato furioso” dei milanisti. Vibranti le polemiche scatenate dalla capolista per l’arbitraggio del “Massimino”, dove il Milan ha lamentato un gol fantasma ma in verità c’era soprattutto una rete regolare annullata agli etnei per un fuorigoco inesistente.

Dopo il “suicidio” della scorsa settimana e una vittoria gettata via contro il Catania, nemmeno il Napoli può permettersi un passo falso, se vuole riprendersi il terzo posto e il pass per la Champions League.

La Juve punta sull’estro di Pirlo e Vucinic, il Napoli sul talento dei “soliti” Hamsik, Lavezzi, Cavani.

I tre tenori del Napoli contro l’orchestra della Juve. La parola al campo.

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