Don Salvatore Sinitò scrive alla comunità taorminese: “ascoltate la parola. Nessun tempo è perso o buttato via”

padre Salvatore Sinitò

A pochi giorni dall’avvento di Pasqua, dall’arciprete di Taormina, padre Salvatore Sinitò, riceviamo e pubblichiamo il messaggio di auguri alla cittadinanza:

“Carissimi, nell’imminenza della Pasqua ormai vicina, desidero rivolgermi a tutti e a ciascuno di voi, aprendovi il mio cuore di fratello e amico.

Il cammino percorso sulla strada della fede non è mai inutile, nemmeno quando è oltremodo faticoso e sembra portare a nulla perché ci pare che Dio non risponda o sia lontano dalla nostra vita; oppure quando facciamo dei buoni propositi per cercare di migliorare qualcosa di noi stessi e puntualmente siamo smentiti dalle nostre incoerenze.

Forse è così che ci sentiamo ogni anno quando, arrivati al termine della Quaresima, ci voltiamo indietro e, guardando al percorso fatto, ci sembra di essere ancora al punto di partenza, mentre la Pasqua arriverà anche quest’anno e rischierà di trovarci, come sempre, impreparati.

Ma se ci siamo messi anche solo in atteggiamento di ascolto della Parola, quella vera, quella che illumina ogni uomo, quella che viene data una volta per sempre e non viene smentita, allora ci rendiamo conto che il tempo, nessun tempo, è stato un tempo perso o buttato via.

Se, guardando indietro, ci accorgiamo che avremo avuto il coraggio di affrontare il deserto, per mettere, sì, alla prova noi stessi, ma anche per ascoltare la Parola di Dio che vale addirittura più del pane di ogni giorno, e che è capace di riportare pace tra noi e Dio, tra noi e i nostri fratelli, e pure tra noi e noi stessi, sono certo che non avremo camminato invano, anche se quel sacrificio che ci eravamo proposti non siamo riusciti a portarlo avanti perché non siamo perfetti, altrimenti non avremmo nemmeno bisogno di camminare verso il cielo, in quanto vi abiteremmo già.

Se ci accorgiamo che avremo fatto lo sforzo di salire sulla montagna dell’incontro con Dio e avremo anche affrontato la nube del mistero che spesso ci nasconde il suo volto e ci fa provare paura e smarrimento, sono certo che non avremo camminato invano, anche se il tempo che avremmo voluto dedicare alla preghiera è stato meno del previsto, perché la preoccupazione per un lavoro sempre più incerto ha turbato i nostri pensieri.

Se avremo cercato di mandare all’aria un modo fasullo di vivere la fede, che grida allo scandalo di fronte alla croce, o ancor peggio la giudica una stoltezza, non avremo camminato invano, anche se il nostro rapporto con la croce e la sofferenza è stato di spontaneo rigetto, perché, in fondo, soffrire non piace a nessuno.

Se in questo tempo ci saremo innamorati ancor di più di Dio, come risposta al suo amore che è talmente grande da aver compassione di noi anche quando mettiamo a morte suo Figlio, non avremo camminato invano, anche se le opere di misericordia che ci eravamo proposti di fare sono state scarse, forse anche perché con i tempi che corrono si cerca di stare molto attenti ai soldi che escono dalle nostre tasche.

Se entrando in chiesa, avremo avuto il coraggio di fissare un po’ di più il nostro sguardo su Gesù crocefisso, non avremo camminato invano, anche se in questo periodo, magari, non abbiamo creato grandi occasioni per incontrarci con il Cristo Crocefisso che si riflette come una sindone sul volto dei nostri fratelli malati, anziani o sofferenti.

È con il pensiero e il cuore rivolti a Colui, che per amore nostro ha donato se stesso, che saluto tutti e ciascuno di voi, fratelli carissimi, assicurandovi il mio ricordo nella preghiera e chiedendo il vostro: nella certezza che la comunione in Cristo ci renderà più vicini al desiderio del Suo cuore.

La Vergine del Varò, che nel segreto e nel silenzio ha contemplato il Volto del Figlio Risorto, ci sostenga con la sua materna tenerezza nel nostro cammino di ricerca e di testimonianza e ci renda capaci di essere nel mondo umili strumenti della Sua presenza.
Buona Pasqua”.

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