Alfano, Bersani e Casini a confronto al forum Academy di Confagricoltura. Toni pacati sul lavoro e le misure anticrisi ma è ancora scontro su giustizia e corruzione

Alfano, Bersani e Casini a confronto

“La concertazione non è un obbligo, ma un un metodo in cui avere fiducia. Non ritenere utile questo metodo è un errore. Noi siamo usciti dai guai più grossi degli anni ’90 grazie alla concertazione”. Così Pieluigi Bersani, segretario del Pd, ha aperto stamane al Forum di Confagricoltura a Taormina l’atteso confronto a tre con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, e quello dell’Udc, Pierferdinando Casini.

Ad ospitarli e accoglierli ad “Academy” il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, che a loro ha lanciato un monito: “l’Italia si salva dalla crisi non solo con il risanamento dei conti pubblici ma anche e soprattutto avvalendosi del contributo essenziale del mondo dell’economia e delle imprese”.

In sintonia nella tavola rotonda sono sembrati soprattutto i due leader di Pd e Udc. “Qui siamo tra amici-fraterni o piuttosto fratelli coltelli…” ha detto Bersani.

“È l’unica notizia che hai dato oggi” lo ha punzecchiato Casini. Il tema dominante resta la riforma del lavoro: “Bisogna trovare un’intesa, i mercati non stanno a guardare”, ha detto Casini. “È evidente che i mercati hanno di nuovo preso di mira Spagna e Italia e non ci possiamo permettere due mesi di negoziato sul lavoro fino alle amministrative. Occorrono tempi rapidi, europei, altrimenti il lavoro di Monti verrà vanificato”.

“Si troverà un’intesa”, ha aggiunto, “ci vuole serenità e pazienza con la mediazione di Monti”. “Se si trova una soluzione buona non si spaccherà il paese”, ha auspicato Bersani: “Io chiedo di abbassare i toni, discuteremo in Parlamento appena arriveranno le norme. È curioso che si discuta di norme che non ci sono ancora. Comunque – ha concluso – si troverà una soluzione”.

Aggiunge Bersani: “Siamo dentro una situazione difficile di ristrettezze economiche e finanziarie. Si tratta di dare un po’ di lavoro e alleviare un carico sociale enorme”. Il dibattito si è infiammato, anche stavolta, sulla giustizia.

“Il Pdl – ha sottolineato Alfano – non intende fare alcuna concessione su “un punto che ritiene importante”, la responsabilità civile dei magistrati. Noi – ha spiegato – stiamo lavorando perché si facciano tre cose molto importanti: la legge contro la corruzione che è stata varata dal governo Berlusconi che porta la mia firma; che si faccia una vera legge per evitare gli abusi delle intercettazioni ma mantenere la possibilità di fare intercettazioni; e poi non cederemo su un punto che riteniamo importante per i cittadini, che è la responsabilità civile dei magistrati”.

Secondo Alfano, “l’idea di chi sbaglia paga si deve applicare a tutti e non, come adesso, a tutti tranne che ai magistrati”. “Voglio credere che si trovi l’intesa sulla giustizia perché mezzo mondo ci sta dicendo che dobbiamo avere delle norme anticorruzione, non possiamo chiudere le orecchie di fronte a questo. Noi siamo intenzionati ad andare avanti su quelle norme speriamo che il ministro dica la sua”, ha replicato Bersani.

“Il Governo si assuma la responsabilità di fare una proposta sulla legge anti corruzione”, afferma Casini. “Sul tema della corruzione, c’è un ministro, faccia una proposta. Non si può rinviare la legge sulla corruzione – ha aggiunto il leader Udc – ma no a questa commedia degli equivoci”.

I tre segretari hanno anche pranzato insieme, anche se il vero giallo del weekend sembra quello di un incontro a cena che sarebbe avvenuto già venerdì sera tra Alfano e Casini con Giafranco Miccichè, leader di Grande Sud. Forse si è discusso dell’alleanza di recente sancità per le elezioni amministrative a Palermo o magari si è parlato di altri progetti politici per un’alleanza in vista delle nazionali. Sono in molti a pensare che qualcosa “bolle in pentola”.

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