Nel nostro Paese prima di dividersi definitivamente dalla propria moglie o dal proprio marito si deve attendere la sentenza di separazione e solo allora si può ottenere il divorzio. Prima di arrivare a questo, però, devono necessariamente passare tre anni, un arco di tempo molto superiore rispetto a molti altri Paesi in Europa; sembra, comunque, che adesso ci sia la possibilità di essere ridotto anche in Italia. La commissione Giustizia della Camera ha votato all’unanimità il mandato al relatore del testo Maurizio Paniz (Pdl), insieme al deputato del Pdl Marcello De Angelis.; hanno approvato la bozza anche Udc e Lega.

Il “divorzio breve” prevede che, in assenza di figli minorenni, il periodo di separazione tra i coniugi separati consensualmente passi da tre anni ad un anno prima di presentare la domanda definitiva di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio; in caso di figli minorenni si passerebbe da tre a due anni. Il testo è ritornato in Commissione Giustizia della Camera con la richiesta di disposizioni transitorie da inserire ai procedimenti di separazione in corso e approderà in Aula a maggio. La Legge italiana, fondata sul pensiero cattolico, ha sempre previsto un periodo così lungo per ottenere il divorzio perchè imponeva alle coppie un momento molto ampio per ripensarci e tornare insieme per mantenere vivo il sacramento del matrimonio.

I dati, però, testimoniano che chi decide di separarsi, difficilmente ci ripensa prima del divorzio. Questa riforma è molto attesa visto il continuo aumento dei casi di divorzio; la durata media di un matrimoni fra le coppie più giovani è di sette anni e, negli ultimi anni, anche fra gli anziani la pratica è molto in uso. Le statistiche informano che in Italia ci sono 297 separazioni e 181 divorzi ogni mille abitanti.

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