Gli operai si trovavano il 18 aprile a Colle San Marco per lavori di ristrutturazione in un cantiere. Sono coinvolti nell’omicidio? Il processo riprenderà il 30 maggio

Melania Rea

Il Gup del Tribunale di Teramo Marina Tommolini chiederà di poter prelevare il Dna salivare ai due macedoni che il 18 aprile 2011, giorno della scomparsa di Melania Rea, si trovavano a Colle San Marco con la loro auto per lavori di ristrutturazione in un cantiere.

Ai due extracomunitari verrà chiesto di poter prelevare il loro materiale genetico nella prossima udienza del rito abbreviato, fissata per il 30 maggio prossimo, che al momento vede Salvatore Parolisi come unico indagato per l’omicidio pluriaggravato della moglie.

Sempre nella prossima udienza la Procura teramana ha chiesto che venga ascoltato uno dei due conduttori del cane molecolare che fiutò le tracce di Melania che andavano dal parco giochi di Colle San Marco nei pressi del monumento ai caduti, lo stesso cane che con due conduttori diversi, l’altro ascoltato stamane e che verrà messo a confronto il 30 maggio, seguì due piste differenti.

“Se serve per completare anche l’ultimo tassello della verità siamo ben felici”, ha dichiarato Mauro Gionni, l’avvocato della famiglia Rea. I due macedoni furono sentiti nei primi momenti dell’inchiesta sulla morte di Melania, e fu anche analizzata la loro auto, una Fiat Bravo, ma non emerse alcun risultato di rilievo. La richiesta del Gup “non cambia la nostra idea su Salvatore Parolisi”, ha dichiarato Michele Rea, il fratello di Melania, all’uscita del Tribunale di Teramo dopo l’udienza di questa mattina.

L’11 maggio prossimo, intanto, i genetisti e gli esperti medico-legali della difesa, della parte civile e del Tribunale si incontreranno per iniziare le operazioni peritali che su indicazione del giudice riguarderanno l’ora e le modalità della morte di Melania oltre alle analisi del materiale genetico trovato sul cadavere della donna. I risultati della perizia dei due esperti nominati dal Tribunale di Teramo, Gianluca Bruno e Sara Gino, saranno presentati nell’udienza fissata per il 13 luglio prossimo.

Primo colpo di scena, intanto, nell’aula di corte di assise di Teramo dove si sta celebrando il processo a Parolisi. Il giudice Marina Tommolini ha infatti escluso le due criminologhe consulenti della famiglia Rea : Roberta Bruzzone e Margherita Carlini.

La Bruzzone era stata incaricata dell’avvocato Gionni, legale dei Rea, di analizzare la scena del delitto e ricostruire la dinamica omicidiaria attraverso la valutazione delle tracce ematiche lasciate nel bosco di Civitella. Il giudice ha ritenuto in questa fase che non ci fosse la necessità di questo tipo d’indagine. Mentre Margherita Carlini ha fornito una ricostruzione psicologica e un identikit di Melania e Salvatore e della loro vita di coppia. In questo caso il giudice, essendo questo un giudizio abbreviato, ha considerato questa relazione come un elemento aggiuntivo e per questo non ammissibile in un rito abbreviato.

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