Nessun decreto del Ministero sulla sepoltura nella basilica Sant’Apollinare di Enrico De Pedis, capo della banda della Magliana. Chi ha dato l’autorizzazione? 

Pietro Orlandi in Vaticano

Il Vaticano continua a mentire sul mistero di Emanuela Orlandi e dall’attuale governo italiano arriva l’ennesima impietosa e inquietante conferma.

“Da verifiche effettuate presso gli uffici dell’amministrazione dell’Interno, non risulta che sia stato adottato un decreto né che siano mai stati interessati né la prefettura di Roma, né la Direzione generale dei culti che all’epoca era un’articolazione centrale del Viminale”. E’ quanto ribadisce il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri a proposito del caso della sepoltura nella basilica romana di Sant’Apollinare del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, rispondendo nel corso del “question time” alla Camera dei deputati a un’interrogazione presentata dal parlamentare del Pd Walter Veltroni, che aveva chiesto “se esiste il decreto del ministero degli Interni che autorizza la sepoltura del boss della Banda della Magliana, Renato De Pedis, nella basilica romana di sant`Apollinare, quando è stato firmato e da chi, e se, assieme a eventuali documenti dei servizi di sicurezza, sia stato consegnato alla magistratura inquirente”.

“La normativa – ha ricordato Cancellieri – prevedeva che la tumulazione “privilegiata” dei cadaveri in luoghi diversi dal cimitero fosse assoggettata a un decreto del ministro della Sanità di concerto con il ministro dell’Interno, sentito il Consiglio di Stato e previo parere del Consiglio superiore di Sanità. L’esito infruttuoso delle ricerche – ha aggiunto il ministro – va anche verosimilmente correlato a un ulteriore elemento”.

Si tratta della disposizione ”di carattere derogatorio e speciale” prevista dall’articolo 2 del regio decreto 1.055 del 16 giugno 1938 e relativa alle tumulazioni in luoghi collocati all’interno della Città del Vaticano. Questa norma prevede ”testualmente”, ha detto il ministro, che ”l’introduzione delle salme dal territorio del regno d’Italia nello stato della città del Vaticano è autorizzato dal governatore di quello stesso Stato”. legato alla “tumulazione in luoghi collocati all’interno della Città del Vaticano”: ovvero che “la basilica di Sant’Apollinare, dove è avvenuta la tumulazione di De Pedis, è appunto ubicata nel territorio vaticano”. Inoltre, “sarebbero state rilasciate a suo tempo dal Comune di Roma le autorizzazioni prescritte per la traslazione della salma”.

Veltroni aveva chiesto anche “se la presenza dell’agente in borghese durante l’iniziativa di sabato 21 gennaio 2012 davanti alla Basilica di Sant’Apollinare, convocata dal fratello della ragazza, Pietro, per sollecitare l`ispezione della tomba di De Pedis, sia stata verificata dalle autorità italiane e se, in questo caso, non si ritenga improprio e pregiudizievole l’atteggiamento degli agenti dello Stato Vaticano che avrebbero proceduto a identificare cittadini che manifestavano nel territorio italiano”. Il ministro ha oggi risposto che ” dall’informativa delle autorità di pubblica sicurezza non emergono fatti che abbiano inciso sull’ordine pubblico. Sono comunque in corso indagini per il riconoscimento del presunto agente vaticano che stava scattando fotografie ai manifestanti”.

La risposta del ministro non ha soddisfatto l’on. Veltroni che ha invitato il Governo ad “andare veramente fino in fondo: lo Stato italiano prema sullo Stato vaticano perché per la famiglia Orlandi, per la famiglia Gregori e per tutto il paese ora è il momento di conoscere la verità”.

Veltro ha chiesto quindi di fare ulteriori accertamenti: “’Dal sito stesso della città del Vaticano non risulta che il complesso di Sant’Apollinare sia all’interno delle sedi definite con i criteri dell’extraterritorialità. Ma se anche lo fosse, non posso immaginare che sia un altro Stato a decidere di spostare autonomamente un cittadino italiano – per De Pedis vale il diritto alla sepoltura come per ogni altro cittadino – e collocarlo in una sede di sua responsabilità”.

Veltroni ha aggiunto: “Non riesco a accettare l’idea che il capo della banda della Magliana, il capo di una struttura criminale protagonista di alcune delle pagine più tragiche nella nostra storia recente, sia sepolto in una delle basiliche più importanti di Roma”, citando Giovanni Paolo II, don Puglisi e don Diana come esempi dell’impegno di tanti cattolici per la legalità, concludendo che “grida come uno scandalo la presenza di De Pedis in quella basilica, tanto più se decisa senza i requisiti di legge”.

Veltroni ha infine accennato al fatto che sono stati recentemente assicurati alla giustizia un padre e un figlio entrambi legati al caso Orlandi: il figlio, secondo quanto riportato dai giornali, è l’autore di una telefonata alla trasmissione “Chi l’ha visto” del 2005 in cui diceva di andare a cercare nella tomba di De Pedis “per sapere di più sulla sorte della ragazza, “il padre è l’autore delle telefonate alla famiglia Orlandi nel 1985. E’ chiaro – ha concluso – che c’è qualcosa di molto marcio”, considerando che la banda della Magliana “non è un soggetto neutro ma è stata l’agenzia di tante cose sporche” avvenute nel nostro paese.

“Mi sono informato presso autorità competenti e mi hanno riferito che la basilica di Sant’Apollinare non è extraterritoriale né è territorio vaticano. In ogni caso, fosse anche stato territorio della Santa Sede, non si sarebbe potuto seppellire lì un cittadino italiano senza autorizzazione delle autorità italiane: sarebbe stato come sequestrare una salma”. E’ stato il commento di Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela.”Sono contento – ha aggiunto Pietro Orlandi che oggi insieme alle sorelle Natalina, Federica e Maria Cristina era alla Camera – che la questione sia arrivata in Parlamento e se ne sia potuto parlare. Ho molto apprezzato l’intervento di Veltroni, che tra l’altro anche ha ricordato Mirella Gregori, l’altra ragazza scomparsa nello stesso periodo di Emanuela. Il ministro Cancellieri ha fatto un intervento estremamente formale, ma era ovvio che fosse così, ce lo aspettavamo. Anzi, sono convinto che su tutta la vicenda il ministro farà degli approfondimenti e mi auguro di poterla incontrare presto”.

Pietro Orlandi ha lanciato un importante appello nella puntata di “Chi l’ha visto ?” di mercoledì scorso. Qualche settimana fa, durante un iniziativa per la petizione “Per la verità su Emanuela Orlandi”, un uomo si è avvicinato e gli ha detto di sapere tutto sulla vicenda della sorella. “Mi ha detto che conosco bene chi ha portato via Emanuela in macchina e di chiedere alla Minardi che era a bordo”. L’appello è a quest’uomo, perché, se ha detto il vero, si faccia vivo e dica tutto quello che sa.

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