A “San Siro” finisce 0-0. I blaugrana creano le migliori occasioni senza concretizzare. Ora si va al Camp Nou

Leo Messi supera Mexes

La barricata rossonera ferma i “marziani”. Finisce senza gol la sfida di San Siro tra Milan e Barcellona, andata dei quarti di finale della Champions League. I rossoneri pareggiano 0-0 e, seppure a fatica, riescono a restare in corsa contenendo la “valanga” blaugrana (nove vittorie consecutive tra Liga e Champions e sempre a segno nelle ultime 34 gare internazionali).

L’appuntamento con il discorso qualificazione è rimandato alla partita di ritorno al Camp Nou in programma martedì 3 aprile.

Un buon risultato, comunque, per la squadra di Allegri che soffre sino alla fine sulle iniziative dei blaugrana, spreca anche due occasioni, e riesce a uscire indenne dalla prima sfida contro i migliori del mondo.

Nel primo tempo, Robinho e Ibrahimovic falliscono due chance. Poi c’è solo il Barcellona con un gol annullato per fuorigioco, almeno due parate decisive di Abbiati e un rigore negato a Messi nel finale di gara (netta la spallata di due difensori rossoneri) e ancor prima un altro contatto dubbio tra il portiere milanista e Sanchez.

Parte a mille il Milan che ha subito un’incredibile occasione con Robinho, dopo un tiro rimpallato di Boateng. Il brasiliano, però, si conferma poco genio e molta sregolatezza quando si tratta di battere a rete da pochi passi e manda alle stelle il più invitante dei palloni.

Un errore pesante, soprattutto contro una squadra come il Barça che, infatti, si fa subito sentire in avanti con Messi che guadagna una punizione dal limite. A battere va lo stesso argentino, che però scivola e fornisce un involonatario assist a Keita, fermato in fuorigioco. I blaugrana crescono col passare dei minuti, e i rossoneri sono costretti a concedere metri. Ancora Messi è pericoloso con una conclusione ravvicinata, respinta da Abbiati. Poco dopo proteste del Barça per l’atteramento in area milanista di Sanchez da parte di Abbiati: il contatto c’è, e il rigore ci può stare. Non c’è, invece, il gol di Messi che arriva qualche minuto più tardi, e viene giustamente annullato per fuorigioco. Il Milan capisce che c’è da soffrire, e si affida soprattutto a un ottimo Nesta, che contiene l’onda catalana, e alle ripartenze. Su una di queste, arriva un’altra occasione mancata.

Questa volta è Ibrahimovic a calciare sul portiere in uscita, dopo un bell’assist di Seedorf. Ancora una volta, il gol mancato dai rossoneri scatena il Barcellona che costruisce altre due occasioni da gol con gli scambi in velocità tra Messi, Xavi e Sanchez. Il Milan trema, ma gli interventi di Abbiati, Nesta e Antonini evitano il peggio. Il primo tempo, così, si chiude sullo 0-0.

Milan sempre più coperto nella ripresa, anche se entra El Sharaawy al posto di Robinho. I rossoneri gestiscono meglio la fase difensiva, anche perché il Barcellona sembra meno arrembante. Nesta, comunque, è costretto al giallo per fermare Messi partito a tutta velocità. Il ritmo resta sostenuto, ed entrambi i tecnici decidono di inserire forze fresche. Nel Barça il giovane Tello entra per Iniesta, mentre Emanuelson prende il posto di Boateng nel MIlan. Proprio Emanuleson ha una buona possibilità poco dopo il suo ingresso, ma non controlla bene e l’azione sfuma. E’ uno dei pochi lampi del secondo tempo, dove le emozioni sono decisamente inferiori rispetto ai primi 45′. Nel Milan Nesta, tra i migliori dei suoi lascia il posto a Mesbah.

Nel Barcellona Pedro sostiutisce Sanchez, e la squadra di Guardiola torna a farsi pericolosa. E’ Puyol a sfiorare il gol di testa su calcio d’angolo (e ad essere clamorosamente trattenuto per la maglia da Mesbah). Anche in questo caso, si tratta di uno dei pochi guizzi di un Barcellona decisamente più dimesso rispetto al primo tempo. I catalani, comunque, restano pericolosissimi ogni volta che si accende Messi, fermato in maniera molto dubbia in area milanista ma senza che l’arbitro intervenga.

La Pulce argentina costringe ancora una volta Abbiati e la difesa rossonera agli straordinari. Ma, alla fine, il Barça non passa, e il passaggio del turno si deciderà in Spagna. Al Camp Nou difendersi non basterà.

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