Dagli esordi sino ad oggi: cambiamenti, simboli e idee degli hacker informatici più temuti e radicati nel mondo

il volto di Anonymous

Una team mondiale di hacker è riuscito a ottenere l’accesso alle reti più sicure su Internet. Il gruppo senza leader e senza volto, noto come Anonymous, si è infiltrato nelle reti della CIA, dell’Interpol, negli account e-mail dei presidenti, impossessandosi dei portali web delle multinazionali più importanti.

Durante i suoi quasi otto anni di esistenza, gli hacker anonimi si sono schierati contro il movimento neonazista in Germania e contro i siti di pornografia infantile.

Nessuno sa quanto sia ampia la rete di hacker anonimi: essa si estende attraverso i continenti, però, in concreto, non si sa quante persone fanno capo a questo gruppo che svolge le proprie attività nei meandri della Rete. Tutto il lavoro, infatti, si svolge principalmente su reti sicure e su social media. Chiunque può far propria la bandiera di Anonymous.

L’ascesa dei social media ha proliferato la minaccia di attacchi da parte di persone che affermano di far parte del gruppo inafferrabile. Sebbene molte volte queste minacce siano pubblicizzate, non vengono realmente messe in atto, nella maggior parte dei casi, anche se ottengono grande visibilità mediatica.

Anonymous ha rivendicato le proprie responsabilità per varie violazioni di dati, fughe di informazioni e crash dei siti. Il gruppo utilizza YouTube per caricare messaggi vocali alterati, Pastebin di caricare documenti relativi alle operazioni, il progetto Tor per crittografare link, creando collegamenti non tracciabili e altri strumenti online per proteggere le identità. La maggior parte delle missioni sono effettuate in risposta agli eventi attuali o alla lotta per i diritti umani. Anonymous afferma spesso di lottare per gli indifesi. Se Anonymous è un’organizzazione di vigilantes che lavorano per il bene, o semplicemente cyber-criminali, sta alle coscienze singole deciderlo.

Anonymous è nata nel 2003 sulla bacheca on-line. Stryker Cole ha seguito l’evoluzione di Anonymous sin dagli esordi. Come lui stesso ha dichiarato, ”Ero interessato a questa cultura anonima che rintraccia le persone e le infastidisce“, ha detto Stryker a Mashable. Il gruppo cambiò nel 2007 con il complotto contro la Chiesa di Scientology. Stryker, in merito, ha affermato che il gruppo di Anonymous è stato capace di ”sfruttare la potenza di migliaia di estranei tramite Internet per rendere impossibile la vita di soggetti e organizzazioni“.

Anonymous è ancora largamente frainteso: a sostenerlo è Gabriella Coleman, un’antropologa che studia la cultura hacker e l’attivismo digitale. Anche se i recenti attentati sono stati influenzati politicamente, non è esatto etichettare Anonymous come un gruppo che agisce solo a scopi politici. Le missioni degli anonimi possono basarsi su un’azione diretta che potrebbe essere definita “timida e giocosa, a volte macabra e sinistra. Anonymous è ancora animata da una volontà collettiva che spinge verso il male”. Ecco quanto detto dalla Coleman in un articolo pubblicato su Triple Canopy ’s Numero 15.

Anonymous è un nome familiare che può essere collegato anche agli eventi straordinari che hanno avuto luogo nel 2011. Rivoluzioni sociali che hanno preso piede in Bahrain, in Tunisia, nello Yemen e in Egitto, che sono proliferate attraverso i social network, come Facebook, YouTube e Twitter. I ricercatori hanno notato che gli hacker online non agiscono solo per vanto o per noia, ma per affermare i diritti negati, in un’ottica impegnata e sociale. Anonymous ha utilizzato la maschera di Guy Fawkes, indossato dal protagonista del film V per Vendetta, come immagine principale per il movimento. Il gruppo #OccupyWallStreet ha, inoltre, adottato l’icona nella ricerca del cambiamento sociale.

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