Aggiudicati per 17 mila euro documenti dei terroristi. Protestano le famiglie delle vittime: “morti due volte”

Marcello Dell'Utri

Autografi di Adolf Hitler, di Barak Obama, di Saddam Hussein e di Mussolini, di Gabriele D’Annunzio, di Manzoni e di Leopardi e poi libri antichi di grande valore. Solo un lotto, però, all’asta di Bolaffi che si è tenuta a Milano poteva fare notizia, il numero 243: 17 volantini delle Brigate Rosse, tra i quali quello del 15 aprile del 1978 con l’annuncio della fine del processo ad Aldo Moro e la sua condanna a morte.

Partito con una base d’asta di 1.500 euro è subito salito a 17 mila euro con un’offerta giunta al telefono dalla Biblioteca di via Senato di Milano, quella di proprietà di Marcello Dell’Utri, suscitando le proteste dei familiari delle vittime del terrorismo.

Al telefono – come riportato da La Stampa – i responsabili hanno spiegato di avere convintamente partecipato all’asta in quanto la Biblioteca ha l’archivio sul ’68 e gli anni successivi più importante d’Italia. La giornata era iniziata con la dura presa di posizione di Giovanni Berardi, figlio del maresciallo Rosario Berardi ucciso dalle Br, indignato per il fatto che nessuna istituzione era presente per aggiudicarsi i volantini e metterli così a disposizione della collettività.

Una decina di poliziotti del Coisp, inoltre – accompagnati dal consigliere comunale del Pdl Carmine Abagnale, ex poliziotto, presente a Milano in via De Amicis quando il 14 maggio del 1977, venne ucciso l’agente Antonio Custra (la fotografia dell’autonomo che spara è diventata una triste icona degli anni di piombo) – hanno protestato giudicando l’asta un’azione da sciacalli.

Le polemiche erano iniziate già il 19 marzo scorso quando era uscita la notizia dell’asta di Bolaffi con i volantini. Maria Fida Moro, figlia dello statista democristiano, l’aveva definita un’operazione di sciacallaggio, aggiungendo: «Fino a quando si abuserà della nostra pazienza sbeffeggiando il nostro dolore?». Maurizio Piumatti, amministratore della casa d’aste, prima di iniziare ha precisato: «Non pensavamo che quei volantini suscitassero tanta attenzione. Siamo dispiaciuti che qualcuno abbia interpretato ciò che per noi è routine come mancanza di rispetto nei confronti dei familiari delle vittime del terrorismo».

La casa d’aste, che si era offerta ad aiutare le associazioni ad aggiudicarsi il lotto, ha quindi precisato che l’intermediazione sarà devoluto all’associazione “Specchio dei Tempi” della Stampa. I volantini sono stati dati a Bolaffi per l’incanto da un privato che li aveva trovato nel materiale per la discarica di una casa del popolo di Torino.

«Hanno ucciso Moro per la seconda volta», ha gridato Giovanni Berardi che ha esposto l’edizione straordinaria della Gazzetta del Popolo con il titolo a nove colonne “Hanno rapito Moro, scorta sterminata”.

«Dovevano acquisirli le istituzioni – ha aggiunto – in questo modo calpestano la memoria di 500 morti e di oltre 5 mila feriti. I terroristi adesso sono in Parlamento, al Comune di Milano e al Comune di Torino. Questi documenti dovevano essere acquisiti dal ministero dei Beni Culturali o dell’Interno». Berardi, che chiederà a Marcello Dell’Utri di mettere a disposizione della collettività tutti i volantini, ha quindi accusato: «Il nostro primo nemico è sempre stato lo Stato. Davanti a queste cose penso che alla fine hanno vinto gli ex terroristi con le loro cooperative e con le loro case editrici. Penso a Renato Curcio che ha una casa editrice e a tanti altri ex terroristi che lavorano nelle cooperative, ma penso anche a Peci, il primo pentito, che vive ancora in un paese estero grazie ai soldi dello Stato».

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