La vera formazione del cittadino nasce a scuola: il XXI secolo è quello del linguaggio e l’Italia deve puntare sul percorso educativo-civico anche dell’alunno straniero

la scuola deve saper formare il futuro cittadino

D. Mac.Carty scrive: “E’ generalmente ammesso che il bambino comprende i gesti prima di comprendere le parole, ed infatti egli stesso utilizza i gesti molto prima di avere un linguaggio proprio”.

Molti autori ritengono che il bambino comprenda il linguaggio degli altri molto prima di essere egli stesso in grado di utilizzarlo.

Mec.Neil scrive: “I bambini al di sotto dei tre mesi vocalizzano suoni consonantici come, k,g,x e suoni vocalici come i,u. Questo è l’inizio, la conoscenza della seconda lingua pertanto allarga le capacità comunicative del bambino ed amplia il suo sviluppo intellettivo, permettendogli di conoscere “la civiltà e la cultura” di altri popoli”.

Teresa Giordano M. sostiene a sua volta: “L’influenza del linguaggio nell’ambiente di provenienza è un fattore fondamentale per lo sviluppo del linguaggio, per la comunicazione e l’interpretazione dei segni per correzioni “.

Ma cosa favorisce l’insegnamento della lingua straniera in tenera età? L’ apertura mentale, pertanto il bambino alla comprensione,alla tolleranza di modi diversi di vivere e di pensare, controbilancia comunque quelle che sono le sue tendenze individualistiche, favorendo una maggiore creatività che rimuove infine le disparità che derivano dai diversi ambienti culturali di provenienza.

Nella scelta della lingua da insegnare, si tiene conto del parere dei genitori e degli insegnanti di altri ordini di scuola per il problema della continuità. Dal confronto di ciò e per il suo carattere veicolare, sono emerse le preferenze per la lingua inglese.

E cosa è importante scegliere nella scuola di oggi?E’ fondamentale scegliere soprattutto un metodo che si basa su tecniche didattiche “valide”e “consolidate”sul piano operativo,in quanto è indispensabile che l’insegnamento della lingua straniera si sviluppi attraverso la comprensione, l’assimilazione e la produzione. Punto centrale di tutto il processo di insegnamento di ogni struttura e di ogni “elemento linguistico”, tenendo conto sempre dell’età e della capacità di ogni alunno per arrivare poi alla verifica basata, soprattutto sulla comprensione della lingua orale.

Per sviluppare al massimo la capacità di apprendimento è necessario all’inizio un continuo addestramento dell’orecchio e della lingua senza ricorrere a simboli grafici, quindi tenendo conto dell’età degli alunni, fare uso dei mezzi visivi.

Le tecniche didattiche perciò, sfrutteranno molto qualsiasi attività che dovrà essere realizzata facendo uso di strumenti piacevoli e divertenti come: materiali colorati, cartelloni, canzoni , dvd, ma anche attraverso la recitazione, giochi, gare per gruppi .

L’educazione inoltre ha il compito di stimolare l’alunno, rendendolo consapevole dell’importanza dell’ apprendimento di una lingua straniera, altrimenti ogni sforzo, ogni strategia risulta sterile e forse anche deviante per il bambino. Allora, cosa deve fare il docente per verificare il punto della situazione? Utilizza veri e propri testi di verifica per passare poi ad alcuni brevi e semplici dialoghi.

Affinchè il processo d’insegnamento – apprendimento della lingua risulti valido, è necessario che il docente”specializzato”(con la nuova legge di riforma al docente specializzato ,verrà tolto l’incarico di docente specialista, il governo consente di preparare ogni docente con corsi interni, all’insegnamento della lingua straniera nella scuola primaria, la stessa scuola che dovrebbe dare una base soprattutto per la lingua straniera) in tale disciplina, possegga una preparazione professionale, una competenza glottodidattica, una conoscenza linguistica e una cultura psico-pedagogiaca di base.

Si può affermare che, se vogliamo educare l’uomo e il cittadino non solo del nostro Paese, ma dell’Europa e del “mondo”, occorre attrezzarlo di strumenti linguistici idonei per entrare in relazione con le “realtà europee”e con il “Villaggio Globale”con cui definiamo l’intero universo.

Il XXI secolo è il secolo del bambino, quindi è il secolo del suo linguaggio. Diceva Ferraruccio Deva (nel libro di W.Penfield): “Il linguaggio può indubbiamente essere considerato una delle più alte manifestazioni dell’umanità. Non si potrebbe immaginare la civiltà senza il linguaggio e soprattutto non si potrebbe immaginare la “trasmissione della cultura”.

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