Il nuovo tecnico nerazzurro: “è la mia occasione, non sono predestinato ma fortunato.  Ringrazio Moratti”

Andrea Stramaccioni

Dopo Gasperini e Ranieri, all’Inter è il giorno di Andrea Stramaccioni. Trentasei anni, fino a ieri tecnico della Primavera interista (primo anno e subito il successo nelle NextGen, la “Champions” dei giovani) il tecnico romano ha diretto oggi il primo allenamento con la prima squadra.

Poi la conferenza stampa di presentazione: sulla carta, la prova più difficiile, per un giovane allenatore abituato a lavorare sul campo, meno alla ribalta e alle attenzioni che la panchina di una grande come l’Inter può portare. Stramaccioni si dimostra piuttosto a suo agio, trandendo poco l’emozione.

“E’ un sogno” — Queste le prime parole da tecnico della prima squadra: “E’ un bel sogno, perché siamo passati dalla vittoria di Londra, che ora sembra lontana qualche mese, a quello che è successo nelle ultime ore. E’ stata una chiamata totalmente inaspettata, un sogno che mi ha regalato il presidente Moratti e che spero di onorare. E’ un altro mondo, la prima squadra è distante anni luce dalla Primavera. Per me è un orgoglio allenare questi grandi campioni, il termine paura è inesatto, io penso solo al lavoro”.

Il nuovo tecnico con Ausilio, Branca e Paolillo. LaPressepaura e giovani — Il nuovo tecnico ha preso contato con i suoi nuovi giocatori. Alcuni, come Zanetti, sono anche più “grandi di lui”: “Cosa ho detto alla squadra? Per me è un orgoglio allenare questi grandi campioni che fino a ieri ammiravo dall’altra parte del cespuglio, oggi sono i miei grandi campioni. È stato facile comunicare subito con loro. Paura? Se decidi di fare questo lavoro è solo un sogno. Non c’è paura, sono concentrato sul lavoro in campo. Spazio ai giovani? È un discorso delicato, i nostri hanno un grande talento e rappresentano un patrimonio della società. La valutazione del come e quando proporli è una cosa delicata e nel nostro calcio si può correre il rischio di incidere sull’evoluzione di un ragazzo. Già oggi comunque erano aggregati con noi ragazzi della Primavera”. Comunque Stramaccioni dice di non fare troppa attenzione alla carta d’identità: “A me importa avere giocatori ‘giovani dentro’. Il capitano Zanetti, ad esempio, ha la stessa voglia e applicazione di un ragazzo della Primavera”.

L’ex allenatore della Primavera poi parla di quando ha ricevuto “l’incarico”: “Ieri, quando sono uscito dall’incontro con il presidente Moratti, pensavo di essere stato me stesso. Se Moratti ha scelto di darmi una possibilitá, lo ha fatto dopo aver visto cosa ho fatto in questi 6 mesi sul campo. Non ho paura di bruciarmi, ho la sicurezza che mi dá il mio lavoro, la società mi è vicina. Io so che devo fare la mia parte in campo, i giocatori faranno il resto”. Nessun discorso su un futuro più a lungo termine: “Se Moratti mi ha parlato di riconferma? Il presidente mi ha detto di lavorare, portare entusiasmo, pensare a partita dopo partita, fare giocare bene l’Inter, poi ogni cosa ha il suo corso. C’è voglia di portare i colori nerazzurri in alto”.

“Mourinho? Mi sento lontano anni luce di quello che è uno dei migliori allenatori al mondo. Io ho le mie idee, lui ha le sue, andrò ad insegnare in campo quello che so io e per me Mourinho resterà un mito”. Poi il tecnico cita fra gli allenatori a cui si ispira Spalletti: “A roma lo ho conosciuto e mi ha insegnato tanto. Ho preso parecchie idee dalla sua Roma dei record. E poi c’è Sacchi che mi ogni tanto mi chiama e da una parte mi fa i complimenti e dall’altra mi tira le orecchie”.

Qualcuno, vista la giovane età, lo definisce “predestinato”: “Non mi sento un predestinato, direi che è sufficiente usare il termine ‘fortunato’. Da quando il presidente mi ha comunicato la sua decisione, io ho cominciato a pensare al lavoro da svolgere in campo”. L’Inter sta vivendo un’annata a dir poco complicata, il terzo posto è lontanissimo, la qualificazione all’Europa League è a rischio: “Fin da domenica, contro il Genoa, dobbiamo mettere in campo la voglia di fare risultato. Non ha senso ora fissare obiettivi a lungo termine, bisogna pensare alla prossima partita. Non facciamo tabelle, prepariamo un match per volta. Ho fiducia nei giocatori, nella societá e in me stesso: pensiamo a battere il Genoa, poi penseremo alla gara successiva. I giocatori di questa squadra hanno scritto pagine importanti nella storia del calcio. Io devo trasmettere le idee che mi hanno portato fino a questo punto. Per dirla in poche parole, io ci credo molto”.

Per risollevare l’Inter, Stramaccioni avrá bisogno del contributo di Wesley Sneijder: “Non voglio parlare del passato, perchè non conosco le dinamiche. Sneijder ha talento e qualitá, se sta bene può incidere molto. Aspettiamo che stia bene. In generale, prima di dare giudizi voglio attendere”.

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