Ibra e Messi di fronte nell’andata dei quarti di finale di Champions League. Tra 7 giorni ritorno al Camp Nou

Zlatan Ibrahimovic e Leo Messi

Milan e Barcellona in campo stasera nell’andata dei quarti di finale di Champions League. Nel doppio confronto, vissuto nella fase a gironi, il Barca ha vinto a Milano, in Spagna fu invece pareggio. Il dream team di Guardiola è campione in carica, recita uno spartito vincente a memoria, dispone del sublime Messi, il più forte artista del pallone.

Ma le qualità del Milan, e le variabili della doppia sfida, lasciano piccoli margini alle speranze rossonere per resistere all’onda d’urto dei catalani. Tutto si deciderà in meno di una settimana, però molto dipenderà dal risultato di questa sera. E il Milan dovrà tentare l’impossibile per sfruttare l’occasione.

San Siro, stipato in ogni ordine di posto, si appresta a vivere una partita spettacolare, dai contenuti tecnici straordinari, grazie alla classe degli interpreti, vibrante per la forza, il ritmo e l’intensità che dovrà metterci il gruppo di Allegri. «E un incontro affascinante e dalle grandi motivazioni, dovremo affrontarlo con la mentalità offensiva, per cercare il gol, e con il coraggio necessario, per gestire tutte le situazioni complicate che ci saranno nell’arco nei novanta minuti.

L’ultima volta abbiamo commesso qualche errore nella fase difensiva, che bisognerà assolutamente evitare. Non siamo una squadra che riesce a difendersi sempre bene, quando la palla è vicino alla nostra aerea, perciò occorrerà tantissima attenzione. Mi sarebbe piaciuto avere tutti a disposizione, invece gli infortuni ci penalizzeranno ancora. Quella di Thiago Silva sarà un’assenza importante, ma ho visto Nesta in confortante crescita e questo mi rassicura. Il Milan dovrà costruire stasera le basi per la qualificazione, per poi giocarsi tutto nel ritorno. Possiamo farcela e ci crediamo».

Se Messi sarà il faro del Barca, Ibrahimovic sarà il totem rossonero. Lo svedese ha segnato 29 reti in questa fantastica stagione: è il re del campionato, gli manca però qualcosa per esserlo anche in Europa. È in condizioni smaglianti, cerca rivincite contro la squadra che l’ha scaricato troppo in fretta e contro quei compagni con cui ha polemizzato. Dovrà tirare fuori classe, forza, stimoli e personalità per caricarsi il Milan sulle spalle e condurlo alla vittoria. «Servirà una prova perfetta, anche da parte mia. Giocheremo contro i più forti, non avremo niente da perdere, ma sicuramente l’obbligo di provare a sovvertire il pronostico. Dovremo cercare assolutamente il gol, sono convinto che il Milan, società di grandi tradizioni internazionali, otterrà un bel risultato». Ibra ha un conto aperto con il Barça.

«Non so se saluterò Guardiola, non mi sembra importante per nessuno dei due, meglio pensare a far bene in campo perché questo Barcellona è ancora più forte. Ad ogni modo, con qualche ex compagno mi sento ancora ma non con il presidente La Porta. Dice che sono stato un fallimento? Prima non la pensava così…» Per lo svedese un’occasione unica per farsi rimpiangere dal club che l’ha pagato a peso d’oro, per poi cederlo alla stregua di un saldo.

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