Altissimo rischio incidenti e agguati per la finale di Coppa Italia: odio tra le due tifoserie e quelle della capitale. Attesi 40 mila azzurri e 30 mila bianconeri

A Roma 40 mila tifosi del Napoli

La resa dei conti vivrà il primo atto domenica sera. Ma i 90 minuti drammatici e senza appello saranno quelli della notte del 20 maggio. Alta tensione alla vigilia del doppio confronto tra Juventus Napoli, che dopo tanti anni è tornato match tra le due più forti squadre italiane del momento insieme al Milan.

Adesso incombe il crocevia per gli obiettivi di entrambe in campionato (Juve in lotta per lo scudetto e Napoli per la zona Champions), poi tra 52 giorni sarà sfida totale per la conquista della Coppa Italia a Roma.  

Sono ore di grande fermento per la notte di Roma che richiamerà la presenza di appassionati provenienti da tutta Italia e dall’estero come una finale dei Mondiali. I tifosi di Juventus e Napoli si preparano a raggiungere la capitale per un’invasione senza precedenti che rischia di trasformarsi in una battaglia anche fuori dal campo. Il pericolo è quello di infiltrazioni delle frange estreme del tifo.

L’entusiasmo sarà irrefrenabile. Il popolo partenopeo giungerà nella capitale con un “esercito” di 40 mila tifosi. Dall’altra parte la marea di almeno 30 mila supporters della Juventus. La capienza dell’Olimpico non superà i 72 mila posti ma, tra napoletani e juventini, in 100 mila vogliono esserci a Roma, anche a costo di restare fuori dallo stadio e sperare nella festa finale.  

Già si susseguono le riunioni per l’ordine pubblico e la sicurezza. Non a caso il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis aveva auspicato uno spostamento della gara a Milano.

La situazione sarà davvero difficile da gestire e rischia di farsi esplosiva come nelle giornate delle grandi  contestazioni sociali che mettono a ferro e fuoco una città. Il 20 maggio può scapparci il morto e purtroppo non è allarmismo ma una sensazione diffusa, quasi una realistica certezza, che accompagnerà tanti tifosi che andranno a Roma per la finale.

Tutti sono a conoscenza dell’acerrima rivalità, cittadina e non solo sportiva, tra partenopei e juventini. La partita dell’Olimpico sarà inevitabilmente Nord contro Sud nell’immaginario collettivo di tanti e il desiderio azzurro di rivincita che valica l’aspetto sportivo sino a far ricordare la presa di Napoli del 1860, l’eccidio di tanti napoletani attuato dai piemontesi. Ma i rapporti sono pessimi anche tra napoletani e romani: poco cambia se si tratti di sostenitori romanisti o laziali.

Si temono insomma agguati, incontri che poi diventano scontri, contatti ravvicinati e possibili accoltellamenti. I tifosi juventini sono storici rivali dei napoletani oltre che, a loro volta, dei romanisti e dei laziali. Sulla carta tutti contro tutti, sperando che stavolta non sia cosi.

Almeno 30 mila bianconeri all'Olimpico

In pratica, quattro tifoserie nemiche tra loro, nella stessa città, lo stesso giorno, la stessa sera. Brividi infernali e paura tremenda che la battaglia calcistica si trasformi in qualcosa di maledetto fuori dal campo.

Lo stadio Olimpico sorge a nord di Roma, nel complesso sportivo del Foro Italico. All’esterno dell’impianto assicurare una protezione totale dell’ordine pubblico è difficilissimo: non è un caso che puntualmente, ad ogni derby giocato tra Lazio e Roma, la cronaca racconti di incidenti e feriti soprattutto nella zona di ponte Milvio e del lungotevere Diaz, in posti dove le tifoserie delle squadre romane puntualmente tendono agguati agli avversari, per meglio chiamarli nemici, usando il loro gergo. E il 20 maggio sarà come e più di un derby, anzi “la madre di tutte le partite”.

Sono in tanti a immaginare e temere, con apprensione, che possa scatenarsi prima o dopo la partita quell’odio atavico che ormai pervade i rapporti tra i sostenitori del Napoli e quelli delle squadre della capitale. Un mix che potrebbe diventare esplosivo, ancor più data l’incertezza che c’è sulla possibilità di acquistare i biglietti della partita solo con la tessera del tifoso. De Laurentiis ha chiesto che possano avere diritto ad assistere alla finale anche i tifosi senza tessera.

Ma anche se ci fossero restrizioni, le curve partenopee hanno comunque già annunciato (anche tramite alcuni striscioni esposti nelle scorse partite) la loro presenza a Roma, indipendentemente dalla possibilità di entrare o meno allo stadio. Con tutti i problemi che una scelta del genere potrà provocare.

Una grande responsabilità attende chi avrà il dovere di garantire la sicurezza dei veri sportivi e impedire che i facinorosi e i malintenzionati entrino in azione. Sarà necessario mantenere il più alto livello di guardia e verrà previsto un grosso dispiego di Forze dell’Ordine.

La richiesta che le società e i tifosi stessi (quelli veri e pacifici) faranno è che ogni zona di Roma (attorno allo stadio e non) venga sorvegliata. Perché possa essere una festa di sport, non una serata di ordinaria follia.

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