Stop alla ristrutturazione “Santa Venera”: l’ente energia ha i cavi della corrente per Trappitello e vanno spostati

il ponte Santa Venera

Il 23 gennaio scorso era stato avviato il cantiere: ma dei lavori di demolizione e ricostruzione del Ponte Santa Venera non c’è più traccia. L’ennesimo “fuori programma” blocca gli interventi di un’opera attesa ormai da 8 anni e sulla quale c’è chi comincia a parlare adesso di una vera e propria maledizione”.

A rendere noti i dettagli della problematica in essere è stato nelle scorse ore l’avv. Franz Buda, presidente del Centro dei diritti del cittadino e legale che ha seguito sinora per i Comuni di Taormina e Giardini gli sviluppi della vicenda. “Siamo di nuovo punto e a capo – spiega l’avv. Buda – e non sappiamo più come definire questo ponte. Negli anni c’è chi lo ha ribattezzato come il ponte della “vergogna”, poi “maledetto”, poi quello dei “sospiri”, il ponte “stretto”, o più semplicemente la “porta sull’Alcantara”.

A questo punto sarebbe forse più opportuno parlare di un “Ponte di Penelope”, perchè questa storia è come la famosa tela, e di giorno si arriva ad una svolta e poi di notte accade l’opposto ed inverosimile. In queste settimane, tutto l’impegno e la tenacia che avevano messo gli uomini di buona volontà per far partire i lavori è stato di fatto disfatto e vanificato. La burocrazia ha bloccato tutto.

“Il Consorzio Auotostrade Siciliane – afferma Buda – com’è noto aveva consegnato i lavori alla ditta, la quale aveva predisposto il cantiere ma a quel punto è entrata in campo l’Enel, per l’esattezza la Enel Distribuzione, che non puo consentire l’avvio delle opere perche ha fatto presente che vi sono dei cavi di media portata all’interno del ponte, da oltre 20 mila volts, che forniscono luce ed energia elettrica alla zona di Trappitello. E’ chiaro che ciò fosse prevedibile e constatabile anzitempo, e allora cin chiediamo perchè la questione salti fuori soltanto adesso. Siamo increduli di fronte a quanto sta accadendo. L’Enel ha approntato un elettrodotto e adesso vuole una richiesta scritta dal Consorzio Autostrade per procedere a una progettazione per la nuova collocazione dei cavi e lo spostamento degli stessi. L’Enel dovrebbe chiedere, a sua volta, al Genio Civile l’interramento dei cavi sotto il letto del fiume e abbiamo molti dubbi sul fatto che possa essere data tale autorizzazione”.

“I Comuni – conclude il legale – dovrebbero intervenire a sostegno del Cas, e prendere posizione nei confronti dell’Enel, volendo inoltre accertare se il posizionamento a suo tempo avvenuto dei cavi nel ponte sia mai stato regolarmente autorizzato”. Il termine complessivo fissato per l’esecuzione e quindi la durata dei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte è di 180 giorni: l’appalto è da complessivi Un milione 178 mila euro e comprende anche l’ampliamento dello svincolo autostradale di Giardini.

Ora la sistemazione e riapertura del ponte si allontana nuovamente. Il ponte, oltre che servire l’utenza di Taormina e Giardini, potrebbe dare modo di raggiungere facilmente, utilizzando la rampa di uscita per Trappitello, i paesi di Gaggi, Motta Camastra, Graniti, Francaville Sicilia, Malvagna, Mojo Alcantara, Castiglione di Sicilia e Novara di Sicilia.

La struttura fungerebbe da raccordo diretto e rapido con il casello dell’A/18 di Calcarone. Perciò, oltre ai vari rappresentanti istituzionali e degli enti territoriali interessati, diversi cittadini ed imprenditori hanno sollecitato tante volte la riattivazione del ponte, chiuso e dichiarato inagibile ormai dal lontano 2004.

© Riproduzione Riservata

Commenti