Ministro dell’Interno, Cancellieri, dispone accertamenti sullo stato finanziario dell’ente: “ora decida Lombardo”

Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo

Le elezioni di Palermo sono a rischio rinvio a causa delle disastrate casse comunali? Slitterà tutto a dopo l’estate? Le voci di un prolungamento del commissariamento del Comune e del conseguente rinvio delle consultazioni fissate per il 6 e 7 maggio sono rimbalzate nel primo pomeriggio direttamente dalla Camera dei deputati.

Durante il question time, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha risposto a un’interrogazione del capogruppo di Pt, Silvano Moffa, sulla situazione economico-finanziaria di palazzo delle Aquile e sull’eventuale sussistenza dei presupposti per il rinvio delle elezioni amministrative.

Su quest’ultima ipotesi, la titolare del Viminale è stata chiara, sottolineando che in virtù dello Statuto speciale “la Regione Siciliana ha competenza esclusiva in materia di enti locali”. Questi provvedimenti, dunque, possono essere adottati “solo dal presidente della Regione per il tramite dell’assessorato competente”. Una risposta in linea con i dettami costituzionali ma che evidentemente non è servita a sgombrare il campo dallo spettro rinvio che aleggia sulle Amministrative. Prova ne sono i commenti di alcuni dei candidati a sindaco.

Il primo a intervenire è Tommaso Dragotto (Impresa Palermo), il quale su Twitter ribadendo che “solo Raffaele Lombardo può decidere se posticipare o meno le elezioni” sottolinea che “sarebbe giusto dichiarare il dissesto e applicare le conseguenze”.

Per Leoluca Orlando (Idv, Prc e Verdi) il rinvio delle elezioni “sarebbe un segnale gravissimo”. “Mi auguro – aggiunge il portavoce nazionale dipietrista – che nessuno in questa consultazione violenti la libertà di voto dei cittadini come è avvenuto nel 2007 e in queste recenti primarie, strumento di partecipazione democratica che e’ stato mortificato”.

“Non credo che il rinvio delle elezioni possa essere una soluzione” è il giudizio di Fabrizio Ferrandelli (Pd, Sel, Un’Altra storia). Secondo il vincitore delle primarie del centrosinistra “i problemi di Palermo non possono essere rimandati, ma al contrario vanno affrontati al più presto”. “Ben vengano gli accertamenti disposti dal ministro Cancellieri – conclude -. Serviranno a fare maggiore chiarezza sulla passata gestione delle casse del Comune”.

Che il rischio default per le casse di palazzo delle Aquile non sia poi un’ipotesi campata in aria lo confermano le parole del titolare del Viminale la quale durante sempre il question time ha riferito appunto che sta seguendo da vicino l’evolvere della situazione economico-finanziaria del Comune che “ci è ben nota”, ha detto il ministro, grazie “alle segnalazioni e ai rapporti del commissario straordinario”.

Per la Cancellieri la pesante situazione finanziaria è in gran parte “riconducible alla situazione in cui si trovano le societa’ partecipate e ai riflessi di questa sul bilancio dell’ente”. Alla luce di ciò, la titolare del Viminale ha “disposto accertamenti, per il tramite del prefetto e in collaborazione con il commissario Latella”.

Nel corso del suo intervento, l’ex prefetto di Catania ha evidenziato anche che la scadenza dei contratti della partecipata “che ha circa 1750 addetti” è tra quelle che più pesano sulle casse disastrate del Comune di Palermo, e “l’ente non potrebbe allo stato attuale far fronte alla proroga”.

Il ministero dell’Interno ha concluso la Cancellieri “sta offrendo la massima collaborazione e supporto al Comune su richiesta del commissario” Luisa Latella, ma “tutti i finanziamenti agli enti locali vengono attribuiti sulla base di previsioni di legge determinate” e al momento “non ricorrono i presupposti per un intervento finanziario a sostegno della situazione del Comune”.

© Riproduzione Riservata

Commenti