Le partite di calcio lungo il percorso dell’impianto su fune: si ripropone l’eterna questione della sicurezza

lo stadio Bacigalupo di Taormina

Il futuro della funivia Taormina-Mazzarò potrebbe trovare sulla propria strada un “fantasma” che ritorna. La problematica di questi giorni della frana sotto un pilone e la conseguente chiusura in atto, per i necessari lavori, potrebbe infatti di riflesso riportare d’attualità un altro “fuori programma”.

Si riparla infatti di una questione sollevata a suo tempo dall’allora vicequestore Burgio, che evidenziò l’impossibilità che lungo la linea funiviaria si tengano attività o eventi di alcun genere. Un discorso questo che riguarderebbe per forza di cose lo stradio comunale Bacigalupo e le partite di calcio che si svolgono nell’impianto di contrada Bongiovanni.

In passato ci fu anche un periodo nel quale fu la funivia a fermarsi durante i 90 minuti della gare di campionato ma anche questa parentesi si rivelò abbastanza breve e il problema venne poi riposto in un “cassetto”. Ora, come detto, sembra riproporsi la necessità di fare chiarezza – magari in via definitiva – in tema. Le cabine dell’impianto su fune, apposte l’1 aprile 1993 alla struttura di collegamento tra Taormina centro e Mazzarò (che a sua volta venne inaugurato nel lontano 1966), compiranno il 1 aprile 19 anni.

E un compleanno particolare, nell’ottica del quale l’Asm sta cercando di stringere i tempi per arrivare alla riapertura della funivia. “Stiamo facendo tutto il possibile per aprire la Funivia già a Pasqua. Una ruspa è entrata già in azione nella zona della frana ed ha effettuato i primi interventi”, precisa il liquidatore Asm, Cesare Tajana. La funivia è chiusa dal 22 febbraio scorso e vi è la necessità sia di eseguire i necessari lavori, sia, al contempo, l’esigenza di ripristinare il funzionamento del servizio che rappresenta una risorsa fondamentale per il turismo.

Oggi si terranno intanto delle prove di soccorso in linea. In ottemperanza a quanto era stato chiesto dal Ministero l’Asm è chiamata ad effettuare “esercitazioni delle preposte squadre di salvataggio e notturne, finalizzate, ad ottenere che “il tempo di salvataggio sia non superiore a quello previsto nell’autorizzato piano di soccorso”.

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