Alessia e Livia Schepp potrebbero essere ancora vive. La speranza si riaccende dopo una segnalazione anonima giunta a Blogtaormina. Abbiamo atteso qualche giorno e compiuto subito gli opportuni passi del caso, prima di dare pubblicamente la notizia, consapevoli che nessuna enfasi né alcuna forma di protagonismo mediatico, debba anteporsi, in circostanze come questa, al dovere di avviare nel silenzio una verifica delle fonti. Ciò nel rispetto del dolore di una madre che da un anno non conosce il destino delle proprie figlie.

“Tormento”: questo il nick dietro il quale qualcuno ha celato alle ore 19 del 12 marzo scorso la propria identità ed inviato il seguente messaggio (trasmesso per due volte in pochi minuti) al nostro blog, a commento di un articolo che avevamo pubblicato il 28 febbraio scorso dal titolo “Un anno senza le gemelline”.

«Se Livia indossasse delle scarpine con fiocchi e roselline e l’altra più alta più robusta e con occhiali tra il rosso e il bordeaux potrei averle viste tra il 4 o 5 febbraio 2011 a Molfetta in provincia di Bari uscivano da un supermarket intorno alle 13,00 separatamente ma in compagnia di una coppia di mezza età lui moro basso e tarchiato lei più alta capelli neri giacca trequarti beige. All’uscita si sono fermati a controllare lo scontrino avevano due buste, spese separate». Questo il messaggio postato su Blogtaormina dall’utente misterioso.

il messaggio inviato a blogtaormina
il messaggio inviato a Blogtaormina

Chi è “Tormento”? Perché rivela adesso un presunto avvistamento che avrebbe fatto un anno fa? Siamo di fronte al racconto di un mitomane o forse si tratta di qualcuno che potrebbe aver visto davvero le gemelline? E se la verità fosse quest’ultima, allora perché nascondersi e non rivelare tutto alla Polizia? Questa non è una storia in cui c’entra la criminalità ma solo il sadismo di un padre, non c’è alcun motivo per nascondersi o mettersi a fare gli enigmisti. Stiamo parlando del tragico e spietato piano di uno squilibrato che ha rapito due bambine e si è ucciso portando nella propria tomba il mistero del loro destino.

Di Alessia Vera Schepp, 6 anni, e della gemella Livia Clara, non si hanno più notizie dalle ore 13 del 30 gennaio 2011. Si trovavano a Saint-Sulpice, sobborgo a 5 km da Losanna (Svizzera), sulla riva nord del lago Lemano. Avevano trascorso la mattina a giocare a casa di amici di famiglia. Da quel momento non c’è più traccia delle gemelline. Tante ipotesi ma nessuna certezza.

Alessia e Livia Schepp

Il padre, Matthias Kaspar Schepp, è andato a prendere le due bambine per portarle nella sua villetta. Le gemelle avevano trascorso il fine settimana affidate a lui, separato dalla moglie Irina Lucidi, che viveva con le figlie non lontano dalla sua abitazione. Schepp risulta aver passato la frontiere con la Francia la sera del 30 gennaio ad Annecy. Il 31 gennaio ha inviato da Marsiglia una cartolina ad Irina, senza fare alcun cenno alle figlie. Nella città francese ha ritirato circa 7500 euro da alcuni sportelli bancari ed ha acquistato tre biglietti per il traghetto Marsiglia-Propriano, in Corsica. Il 3 febbraio avrebbe pranzato in un ristorante di Vietri sul Mare (Salerno). Intorno alle 23 dello stesso giorno, Matthias Schepp si è tolto la vita in Italia, lanciandosi sotto il treno Eurostar Milano-Bari in transito alla stazione di Cerignola (Foggia). Davanti alla stazione è stata trovata la sua auto, ma all’interno non sono state trovate tracce delle figlie. Nei suoi abiti sono stati trovati i documenti e circa 100 euro.

Movimenti controversi e senza alcun filo logico quelli di Schepp, che al culmine della sua lucida follia si uccise, dunque, il 3 febbraio alla stazione ferroviaria di Cerignola. Sinora si sospetta che Matthias, prima di lanciarsi sotto un treno, possa aver tolto la vita ad Alessia e Livia, facendo sparire i loro corpi. Se la segnalazione che ci è giunta fosse attendibile, significherebbe con molta probabilità che le gemelline sono state invece affidate da Schepp a qualcuno. Nel messaggio si parla di “una coppia di mezz’età” e di un avvistamento a Molfetta (Bari). Molfetta dista 73 km da Cerignola.

«Se Livia indossasse delle scarpine con fiocchi e roselline e l’altra più alta più robusta e con occhiali tra il rosso e il bordeaux», scrive “Tormento”. Questi pochi dettagli descritti sembrano verosimili (come nel caso degli occhiali di Alessia): ma chi li ha scritti ha semplicemente riportato quel che è stato già detto dalla madre nei tanti appelli lanciati?

Su questa segnalazione stanno già effettuando gli opportuni accertamenti del caso le Autorità competenti. Il post, come detto, arriva dalla Puglia e ci limitiamo a dire che molto probabilmente è una località della provincia di Bari, a circa 90 km da Cerignola. Forse si tratta di un mitomane, come purtroppo tanti ce ne sono, o magari di una persona che ha detto la verità. Saranno ora le indagini avviate dalla Polizia a stabilirlo e far luce sull’attendibilità del post pervenutoci. All’utente che ha inviato il post, se le parole che ha scritto hanno una fondatezza, rivolgiamo un appello a farsi vivo ed uscire dall’anonimato. Ripetiamo: non avrà nulla di cui temere e potrebbe dare un contributo utile alle indagini. Si rivolga alla Polizia, altrimenti contatti nuovamente Blogtaormina. C’è una madre che spera. Questo non è un gioco: è la vita di due bambine di 6 anni. Chi ha scritto il post a Blogtaormina, guardi le immagini di questo video, si metta una mano sulla coscienza e rifletta.

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