L’ex campione del mondo di pallavolo stroncato a 37 anni da un improvviso malore durante una partita

Vigor Bovolenta

Terribile lutto nel mondo della pallavolo italiana. Si è spento sabato notte all’ospedale di Macerata Vigor Bovolenta, 37 anni, campione di volley e grande atleta che ha vestito per anni la maglia azzurra della nazionale con la quale ha conquistato l’argento Olimpico ad Atlanta nel 1996.

Bovolenta ha accusato un malore durante la partita che stava giocando contro la Lube con la maglia del Forlì, formazione di B2 nella quale stava spendendo gli ultimi anni di carriera. Vigor, da quanto riferisce chi era presenta al PalaScodella, ha avuto un capogiro, ha accusato un dolore al fianco ed ha chiesto aiuto.

Ha detto “mi gira la testa, aiutatemi che cado, si è toccato il fianco dalla parte del cuore” spiega un dirigente della Lube.

Soccorso immediatamente dai sanitari delle due squadre, che hanno tentato invano di rianimarlo con un massaggio cardiaco, è stato successivamente trasferito nel nosocomio della città marchigiana dove è morto poco dopo il ricovero. Profondo cordoglio per la scomparsa, improvvisa e drammatica, di un atleta che ha fatto la storia recente del volley italiano.

Dopo gli inizi con i dilettanti del Polesella, Bovolenta era passato al Messaggero Ravenna, nel 1990. Esordì in prima squadra nella stagione 1990-91, anno in cui la squadra romagnola vinse scudetto e Coppa Italia; con lo stesso club ha conquistato tre Coppe dei Campioni, una Coppa CEV e due Supercoppe Europee. Il 3 maggio 1995 ha esordito in Nazionale, a L’Avana, nella gara persa per 3-1 dagli azzurri contro Cuba. Ha vestito successivamente le maglie di Conad Ferrara, Piaggio Roma, Iveco Palermo, Unibon Modena (con cui vinse il campionato 2001-02) e Copra Piacenza, con cui disputò tre finali scudetto e vinse una Top Teams Cup. Con la Nazionale ha vinto quattro edizioni della World League, una Coppa del Mondo e due Europei, oltre all’argento ai Giochi olimpici di Atlanta 1996.

Bovolenta lascia la moglie e quattro figli. E un vuoto incolmabile per i suoi affetti familiari e nei tanti sportivi italiani che hanno applaudito per tanti anni le sue gesta e ora si chiedono attoniti come si possa morire a 37 anni per un malore.

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