L’arrivo di Benedetto XVI sull’isola dei Castro è una svolta per la comunità cattolica: “marxismo non c’è più”

Benedetto XVI

Te lo dicono sottovoce nell’orecchio ma un risultato immediato questa vista del Papa lo ha già ottenuto. L’Avana e Santiago non sono mai state così pulite. Potrebbe essere non solo apparenza.

L’arrivo fra meno di 48 ore di Benedetto XVI sull’isola dei Castro è visto come una grande occasione per la comunità cattolica che cresce senza troppe restrizioni e per il regime che vuole mostrare al mondo le sue tiepide ma progressive aperture verso la libera impresa e i primi accenni di proprietà privata.

Per non ripeterlo a terra davanti al presidente Raul e a Fidel che lo riceveranno con grande calore così come fecero con Giovanni Paolo secondo nel 1998, Papa Ratzinger in rotta verso la prima tappa messicana del suo viaggio ha detto: “L’ideologia marxista così come concepita non corrisponde più alla realtà…e se non si può costruire un tipo di società occorre trovare nuovi modelli con pazienza e spirito costruttivo”.

Il pontefice è molto netto nel sostenere che “la chiesa non è un potere politico, non è un partito, ma non rinuncia ad aiutare in spirito di dialogo… Vuole educare le coscienze , alla responsabilità morale, smascherare l’idolatria del denaro che schiavizza gli uomini, smascherare il male e le false promesse, smascherare la menzogna e la truffa che sono dietro la droga”. Quattordici anni dopo l’ultimo viaggio di Giovanni Paolo che non si stancò di ripetere” Cuba si apra al mondo e il mondo si apra a Cuba….” il bilancio delle libertà individuali è ancora in rosso ma tende ad un prudentissimo miglioramento.

L’aspettativa dei gruppi di opposizione e delle “dame in bianco”, le mogli dei detenuti politici che spesso occupano le chiese per farsi sentire si intensifica, ma il Vaticano non ha ancora aderito ad un incontro ufficiale che suonerebbe come un indiretto riconoscimento e uno schiaffo al regime.

Dietro le quinte anche la Casa Bianca si attende da questo viaggio una discreta mediazione pontificia a favore di Alan Gross, il cittadino Usa condannato per aver distribuito telefoni satellitari ai gruppi del dissenso con la copertura del governo americano.

Nel primo volo diretto che ci porta da New York a L’Avana in meno di tre ore con procedure minime anche all’immigrazione c’è già un primo segnale di questo cambiamento sottocutaneo che però potrebbe affiorare molto presto. L’aereo è pieno di cubano-americani che non hanno mai messo piede sull’isola a 80 chilometri dalla Florida, considerata il vero impero del male.

Alcuni passeggeri sono cattolici ma la stragrande maggioranza ha colto l’occasione per un visto eccezionale di 7 giorni che assume immediatamente un significato politico-religioso.

Benedetto XVI passerà dal religiosissimo Messico dove l’85% della popolazione è cattolico osservante a un’isola a maggioranza atea dove il culto per la Vergine si mischia spessissimo ai riti profani della santeria.I prelati cubani spesso accusati di troppo pragmatismo col regime questa volta hanno però un pacchetto di rishieste molto specifiche: vogliono poter realizzare scuole cattoliche in tutta Cuba e aprire una radio, un giornale e una televisione libere dal controllo del regime. Prove di collaborazione stanno già avvenendo col messaggio televisivo trasmesso dalla rete nazionale Cubavision dell’arcivescovo di Santiago Dionisio Garcia Ibanez presidente della conferenza episcopale cubana.

Prima di Benedetto XVI è arrivato sull’isola il coccodrillo trafugato qualche anno fa e che il vaticano ha restituito al Parco Zoologico cubano.

Sono già centinaia i giornalisti provenienti da tutto il mondo ai quali il regime ha concesso il visto per dare completa copertura alla visita papale. Sono liberi di andare in giro a fare domande e spesso vengono anche incoraggiati a farlo nel tentativo di contrastare gli stereotipi della propaganda anti-castrita che spesso prende origine nella comunità cubana di Miami. Forse non è un caso se proprio un anno fa la chiesa ha avuto un ruolo molto attivo nella liberazione di oltre 200 prigionieri politici. Quello che nemmeno i Castro possono fermare comunque è il grande traffico dei blog in internet che anche qui diventano veri e propri canali di dibattito e mobilitazione.

Sarà la grande messa con oltre 400.000 persone nella piazza della rivoluzione in programma mercoledì a concludere i due intensi giorni di visita del Pontefice. Su un grande cartellone già all’aeroporto Benedetto XVI viene salutato come un ospite graditissimo:” Lo riceveremo con tutto il rispetto e l’affetto ..” dice un portavoce del governo. I giovani nel centro di l’Avana si aspettano momenti di festa e di musica. Per ragioni diverse il regime e l’opposizione cercheranno di sfruttare questa visita per guadagnare visibilità . I controlli di sicurezza sono imponenti ma non invasivi . In un mondo che sta cambiando rapidamente, Cuba non vede l’ora di fare altrettanto.

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