Mafia progettava un attentato contro Pasquale Pacifico. La mente Orazio Finocchiaro, direttive tramite pizzini

carabinieri sventano attentato

Il magistrato che la mafia voleva uccide si chiama Pasquale Pacifico. In servizio quale sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania,  è attivamente impegnato, da diversi anni, nelle indagini sul conto del clan Cappello-Carateddi e nei processi che ne sono scaturiti.

L’uomo al quale ieri sera i carabinieri del nucleo investigativo di Messina hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere è invece Orazio Finocchiaro, 40enne catanese, appartenente all’associazione mafiosa etnea del clan Cappello-Carateddi, all’interno della quale “era stato recentemente programmato un attentato” alla vita di Pacifico.

La mafia era pronta a colpire e in uno dei messaggi c’era la frase più esplicita e inquietante: “Sono pronti i kalasnikov per Pacifico”. I Carabinieri hanno sventato il piano di Cosa Nostra.

Le indagini sul progetto di attentato sono state avviate alcuni mesi fa quando un detenuto, ex collaboratore di giustizia estromesso dal programma di protezione, inserito nel clan mafioso catanese Cappello-Carateddi, ha riferito agli inquirenti di aver ricevuto mandato dal suo clan di riferimento, e in particolare da Orazio Finocchiaro, di uccidere il dottor Pacifico, verso il quale il gruppo aveva maturato una forte animosità. Le direttive erano pervenute al detenuto tramite alcuni ‘pizzini’ recapitatigli in carcere e recuperati dagli inquirenti: inconfutabile la paternità degli scritti, grazie ad accertamenti grafici eseguiti sul materiale.

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