Dopo l’attentato a Tolosa, ecco una relazione dei servizi segreti: “gruppi operano sottotraccia nel nostro paese”

allarme terrorismo in Italia

La strage di Tolosa mette in allarme l’Europa e anche l’Italia si preoccupa per la sicurezza dei propri cittadini. Secondo quanto riportato dai servizi segreti nella loro ultima relazione al Parlamento, anche sul territorio nazionale ci sarebbero maghrebini collegati a gruppi salafiti.

«Sottotraccia e in ambiti estremamente circoscritti» si muovono elementi della filiera radicale nordafricana ancora in contatto con referenti dei salafiti jihadisti attualmente stanziati nei Paesi di origine «E interessati a riavviare, avvantaggiandosi dei maggiori spazi di manovra conseguenti ai rivolgimenti popolari, progetti di ‘reislamizzazione’ di quelle società».

La relazione mette anche in guardia dall’aumento rischio rappresentato dal terrorista solitario (‘lone wolf’), come quello che ha agito in Francia. La minaccia, hanno osservato infatti gli agenti segreti, potrebbe arrivare da attacchi ‘low cost’, con mezzi improvvisati, ad opera di singoli, stimolati dai crescenti appelli al jihad individuale.

Il pericolo arriva, dunque, da Lupi solitari interamente scollegati dai network del terrore, decisi a «fare in proprio» e colpire l’Europa nel nome della jihad: è il nuovo volto della minaccia terroristica che emerge nel Vecchio Continente, mentre ‘i vecchì di al Qaida, o dei gruppi salafiti del Nord Africa, tessono nuove alleanze con gli Shabaab somali o il Boko Haram nigeriano e si appoggiano alla criminalità organizzata per incamerare risorse con il traffico di armi e droga che, passando per il Mali, arriva sulle coste europee.

Nel rapporto anti-terrorismo del Consiglio europeo, datato novembre 2011, si sottolinea che con la morte di Osama bin Laden e i colpi inferti ad al Qaida, il principale network del terrore mondiale non è più ai livelli di 10 anni fa, quando mise a segno gli attentati più tragicamente spettacolari e sanguinosi della sua storia, quelli contro le Torri Gemelle e il Pentagono americano. «Tuttavia – si legge nel rapporto – ciò non ci deve chiudere gli occhi di fronte al fatto che la minaccia terroristica rimane significativa e si sta diversificando. La radicalizzazione islamica continua a diffondersi, sia attraverso i contatti personali che via internet».

La preoccupazione è alta anche in Italia, avvertono perciò gli 007: nella Penisola ci sono elementi legati ai salafiti e la minaccia potrebbe arrivare da «attacchi “low cost”, con mezzi improvvisati», ad opera di singoli stimolati dai crescenti appelli al jihad individuale. Anche qui il web è divenuto una delle principali “fonti” del terrorista “fai da te”: è lì che si alimenta la propaganda, o che si impara a costruire una bomba. Ed è da questo che ha preso le mosse Mohamed Jarmoune, il ventenne marocchino arrestato a Brescia dagli agenti della Digos solo la scorsa settimana. Progettava di compiere un attentato alla sinagoga di Milano. Gestiva un gruppo su Facebook e tra le regole imposte per l’adesione, una era particolarmente inquietante: «Nessun video su canti religiosi, solo armi ed esplosivi». In Italia già da alcuni anni sono attive «cellule non organiche ad al Qaida» e, «accanto ad aggregazioni più o meno strutturate, possono muoversi soggetti isolati o micronuclei pronti ad entrare in azione anche in via del tutto autonoma».

I canali di indottrinamento sono attivi in Lombardia, ma anche in Campania, Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna. «Stiamo assistendo a una nuova fase del terrorismo nel Vecchio Continente», ha detto alla Cnn Sajjan Gohel, responsabile dell’International Security alla Asia-Pacific Foundation, con base a Londra. Contrastare questo tipo di terrorismo «è più difficile, perchè si deve dare la caccia a una persona sola», e gli attacchi come quello francese rappresentano un messaggio ai sostenitori di al Qaida: «Dimostrano che possono avere successo, e scatenare un reale senso di insicurezza. Questo è vero terrorismo».

Gohel poi avverte: quello di Tolosa è un modello «che può essere replicato in Germania, Francia, ovunque. Ed è particolarmente preoccupante in vista delle Olimpiadi di Londra». Mohammed Merah, il killer di Tolosa, è un sostenitore del gruppo Forsane Alizza (I cavalieri della gloria), che prima di essere dichiarato illegale faceva da «anticamera del terrorismo», invitava su Facebook i suoi supporter ad attaccare «americani, ebrei e soldati francesi» e andare ad addestrarsi all’estero. E Merah ha accolto l’appello.

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