“Mia figlia ha 22 anni ed è malata. A  Taormina per convenzione vengono curati pazienti solo fino ai 18”

sanità e burocrazia non vanno d'accordo

Il diritto alla vita e alle cure di chi soffre non può fermarsi a 18 anni. Questo il senso dell’appello lanciato da una donna di Venetico, una madre che in una nota inviata al nostro blog esprime tutta la sua amarezza e la grande apprensione per le condizioni della figlia i cui problemi cardiaci non possono essere curati al Bambino Gesù (Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo) di Taormina.

La convenzione tra la Regione Sicilia e l’Ospedale della Santa Sede prevede, infatti, che le attività assistenziali possano riguardare pazienti sino all’età di 18 anni. La ragazza in questione, affetta da una rara malformazione cardiaca, di anni ne ha invece oggi 22.

“Mi sento disperata – scrive R.C. – e mi chiedo quale futuro potrà avere mia figlia Stefania E’ stata operata al Bambino Gesu’ di Roma il 29 febbraio. Giunta in gravi condizioni a Roma, ha subito un intervento durato 13 ore e ringrazio sempre Dio per non avermela portata via. Da cosa nasce la mia disperazione? Nasce dal fatto che ora siamo tornati a Venetico, dove viviamo, e naturalmente da lì è più comodo per mia figlia poter essere seguita presso l’ospedale di Taormina.

Devo essere sincera, anche prima di partire mia figlia per diversi mesi ha fatto i suoi controlli qui a Taormina, ma sempre mi veniva detto che non poteva essere seguita qui perché ormai ha 22 anni, è maggiorenne e la Regione Sicilia ha firmato una convenzione col Bambino Gesù che può seguire i bambini fino a 18 anni. Ma com’è possibile? Capisco che mia figlia abbia la continuità terapeutica a Roma dove è nata, ma non è sempre Bambino Gesù anche in Sicilia? Come farò se mia figlia si sentirà male all’improvviso? Dove la porterò? Con questa convenzione mia figlia e penso anche altri ragazzi che ora sono diventati maggiorenni, resteranno tagliati dal diritto alla vita? La salute non è forse invece un diritto per tutti?

Mia figlia Stefania ha avuto nelle scorse ore la febbre, causata senza dubbio da un’infezione ai punti di drenaggio e ho deciso di ripresentarmi a Taormina perché non so dove andare. Se la porto al Pronto Soccorso di Milazzo, come ho già fatto in precedenza, mi dicono che ci vuole un cardiologo per Cardiopatie congenite, e qui in Sicilia c’è solo a Taormina. Il mio è lo sfogo di una madre che vede continuamente soffrire sua figlia e come se non bastasse ci si mettono di mezzo le convenzioni e la burocrazia a complicare tutto”.

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