Ancora una volta, purtroppo, la storia si ripete. Uno del luoghi che per i bambini dovrebbe essere il più sicuro, il più rassicurante e il più educativo, a volte può diventare lo scenario di eventi drammatici e tristi: la scuola Un’insegnante di 54 anni è stata arrestata a Brescia con l’accusa di aver maltrattato sette bambini e bambine che frequentano la terza classe della scuola primaria di Capo di Ponte, città famosa per eventi più lieti, quali la fama per le incisioni rupestri. Schiaffi e tirate di orecchie o di capelli erano atteggiamenti consueti nei confronti dei piccoli che durante le lezioni “osavano” sbadigliare senza mettere la propria mano davanti alla bocca, se erano “colpevoli” di aver sbagliato i compiti, o peggio ancora, di non sapere rispondere ad una domanda.

Un clima di tensione e di paura quello che si viveva insieme ad una maestra, sposata e madre di due figli, che insegnava da ormai da 35 anni; eventi innegabili purtroppo, da quando i carabinieri della compagnia di Breno hanno registrato per 15 giorni con delle telecamere nascoste quello che succedeva nella scuola. Le prove inconfutabili, purtroppo, sono arrivate proprio il 19 marzo, quando gli alunni avrebbero dovuto festeggiare la Festa del Papà. Già l’anno scorso, durante una seduta del Consiglio di Istituto dell’Istituto Comprensivo di Capo di Monte, era giunta una segnalazione riguardo ai comportamenti scorretti dell’insegnante, che si dedicava alla materie di storia e italiano; in quel caso, però, non vi era stata nessuna denuncia.

Questa volta l’arresto in flagranza è stato inevitabile: i filmanti hanno parlato da soli e non hanno potuto smentire i racconti di tre piccoli di 8 e 9 anni che hanno manifestato il loro malessere ai genitori. Proprio in questa zona, purtroppo, circa due mesi fa veniva arrestata una maestra di scuola d’infanzia di 52 anni che costringeva i suoi alunni a mangiare anche in seguito a conati di vomito. Queste storie fanno riflettere, su molti fronti.

La situazione delle insegnanti, purtroppo, in Italia è molto difficile: classi sovraccariche di alunni, risorse inesistenti, insegnanti di sostegno insufficienti, e domande di aiuto che spesso non vengono accolte. Anche i bambini oggi subiscono lo stress e il “caos” della modernità, di genitori spesso distratti, e della mancanza di punti di riferimento necessari per far interiorizzare le regole del vivere in comune e del rispetto degli altri.

Ma tutto ciò non deve in nessun caso giustificare eventi del genere. Mai. Ogni bambino ha il diritto di vivere la propria infanzia in piena serenità, seguendo i propri ritmi personali e perseguendo il suo benessere psicofisico; i genitori affidano con fiducia i loro figli alle istituzioni, che devono garantire la loro sicurezza e la loro istruzione.A questo punto una proposta potrebbe essere un punto di incontro per i due fronti: perchè non inserire l’utilizzo delle telecamere in ogni classe o sezione? Non ci sarebbe nulla di male, visto che siamo abituati a vivere tutti come in un “grande fratello”: in banca, per le strade, negli uffici, ecc…
In fondo, per chi non ha nulla da temere, quale potrebbe essere il problema? Non sarebbe certo quel piccolo oggetto, minuscolo, discreto, innocente ma garante a rovinare l’armonia e l’andamento delle lezioni. Un oggetto accessorio, come lo può essere una lampada, una radio, un televisore, un banco…: innocuo, insomma.
I pareri e le motivazioni sono oggi contrastanti, ma solo davanti ad una cosa non bisogna chiudere gli occhi: la salvaguardia della sicurezza dei nostri bambini. Concludo ricordando una frase di un noto scrittore: una maestra dice ai suoi alunni urlando:”Bambini, zitti!”. Un bambino, dall’ultima fila alza la mano e risponde all’insegnante: “Maestra, come si può chiedere di avere la pace, facendo la guerra?”.

© Riproduzione Riservata

Commenti