Fiamme Gialle: “Commissione Tributaria vanificava la nostra lotta contro l’evasione. Lo Stato doveva pagare”

la conferenza stampa sul blitz della Gdf

Fa rumore il ciclone giudiziario che ha colpito l’impero del gruppo Ragosta e che ha portato ad una raffica di arresti ed il sequestro di beni tra i quali l’hotel La Plage a Taormina.

In tutto 60 arresti, colpito e messo in ginocchio il gruppo Ragosta. I militari del comando provinciale di Napoli della Guardia di Finanza, su diposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno operato nell’ambito di un’inchiesta su “affari” illeciti di esponenti di rilievo del clan Fabbrocino, egemone nell’area vesuviana e nel nolano. Coinvolti 16 giudici tributari, impiegati delle commissioni tributarie provinciale di Napoli e regionale per la Campania, un funzionario dell’Ufficio del Garante del Contribuente della Campania, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, un noto docente universitario e un commercialista.

“Un sistema – dicono i  vertici della Guardia di Finanza – da attacco frontale al sistema Paese. In una fase nella quale c’è una drammaticità dal punto di vista della crisi economica e finanziaria, la lotta dell’evasione va a finire in Commissione tributaria dove si deve vagliare la bontà dell’azione svolta da noi come Corpo di Guardia di Finanza, e poi vedevamo vanificato il nostro lavoro attraverso degli scambi. Dicevano che era lo Stato a dovergli dare dei soldi e non viceversa”.     

I finanzieri hanno accertato numerose operazioni illecite, che hanno coinvolto imprenditori operanti nei settori della commercializzazione del ferro, della compravendita immobiliare e della gestione di alberghi. Dalle indagini, inoltre, sono emerse decine di contenziosi tributari che sarebbero stati oggetto di episodi di corruzione e che in tal modo si sarebbero risolti in maniera favorevole ai ricorrenti, spesso in odore di camorra, con grave danno per le casse dello Stato. Le misure cautelari sono state complessivamente 60, di cui: per 22 persone è stata disposta la custodia in carcere, per 25 gli arresti domiciliari, per 13 il divieto di dimora a Napoli.

Le accuse vanno dal concorso esterno in associazione camorristica al riciclaggio, dalla corruzione in atti giudiziari al falso. Alcuni arresti sono stati compiuti anche in Lombardia. Sequestrati, inoltre, quote societarie, titoli azionari, fabbricati, conti correnti, terreni ed automobili per un valore di un miliardo di euro.

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