Caccia senza tregua al killer che ha filmato le immagini della sua strage ai danni di un rabbino e tre bambine

il dolore per la strage di Tolosa

Orrore su orrore. «Un testimone ha notato una piccola telecamera attorno al collo del killer», autore della strage alla scuola ebraica di Tolosa. E’ l’ultimo agghiacciante particolare che emerge dalla ricostruzione di quanto successo ieri nella città francese. Lo ha riferito il ministro dell’Interno d’Oltralpe, Claude Gueant, spiegando che, al momento, ancora non si hanno indicazioni sull’omicida: «Non sappiamo» chi è l’assassino, ha sottolineato (video).

«Tanfo antisemita». «Il tanfo dell’antisemitismo è ancora qui e bisogna proteggersi», ha poi detto Claude Gueant, parlando nella scuola Gan Rachi di Tolosa, davanti agli alunni, gli insegnanti e i membri della comunità ebraica, dopo il minuto di silenzio osservato oggi alle 11 in tutte le scuole di Francia. «Tutti i francesi sono oggi al vostro fianco per esprimere il loro rifiuto della barbarie e dell’orrore», ha aggiunto.

«Un mostro ancora in libertà». L’autore della strage della scuola ebraica di Tolosa è «un mostro ancora in libertà»: lo ha affermato il presidente francese Nicolas Sarkozy stamani davanti agli studenti della scuola Francois Couperin, nel cuore di Parigi, a due passi dal Memoriale della Shoah.

I funerali a Gerusalemme. Saranno sepolti mercoledì a Gerusalemme i corpi delle quattro vittime franco-israeliane del massacro. Il presidente del Concistorio centrale ebraico, Joel Mergui, ha confermato che le salme saranno «rimpatriate oggi». Le spoglie di Jonathan Sandler, 30 anni, professore di religione, e delle sue due figlie Gabriel e Ariel (4 e 5 anni) e quello di Myriam Monsonego (7 anni), figlia del direttore e rabbino dell’istituto, raggiungeranno Parigi e poi Israele.

Caccia all’uomo. Una caccia all’uomo di dimensioni mai viste si è scatenata nel sud-ovest del paese, sulle tracce del misterioso killer che la scorsa settimana ha ucciso dei soldati e ieri ha fatto la strage nella scuola ebraica. L’assassino è fuggito in sella a uno scooter. In tutta la regione del Midi Pirenei le autorità hanno elevato l’allerta antiterrorismo al livello rosso, il massimo della scala (video).

Pista neonazista. La pista battuta dagli inquirenti è quella degli ambienti neonazisti. Inizialmente, l’attenzione degli investigatori si era concentrata su tre parà francesi radiati dall’esercito nel 2008 per attività neo-naziste che però, a quanto pare, non sarebbero coinvolti. Lo riferiscono fonti di polizia, citate dal sito web del quotidiano 20 Minutes. «Due di loro sono stati sentiti questa notte dagli inquirenti e non sono coinvolti», ha detto la fonte. Il terzo era stato sentito la settimana scorsa dopo la sparatoria costata la vita a 3 soldati del reggimento dei parà di Montauban.

Le indagini. Setacciare il terreno e non sottovalutare nessun elemento nella caccia al nemico pubblico numero uno: questa la missione di 14 poliziotti coordinati da specialisti della polizia e dei gendarmi, sotto la guida del ministro dell’Interno, Claude Gueant, che rimarrà a Tolosa – su indicazione di Sarkozy – fino a quando la missione sarà compiuta. Nuovi elementi sono intanto giunti a preoccupare Gueant e i 40 «superflic» della direzione Dnat(l’Antiterrorismo) arrivati da Parigi di rinforzo ai colleghi di Tolosa. Innanzitutto la piccola telecamera che l’uomo avrebbe avuto «sul petto, attaccata a una tracolla». Un elemento che, se confermato, sarebbe la dimostrazione della freddezza e dei piani inimmaginabili di una specie di «terminator».

Profiler al lavoro. Si tratta di lavoro per i «profiler», gli specialisti dell’individuazione del carattere e del tipo di killer, coadiuvati in queste ore da specialisti di Internet che stanno passando al setaccio tutti gli indirizzi IP del sito di vendite on line tramite il quale il killer aveva attirato uno dei militari uccisi, facendogli credere che avrebbe comprato la sua moto. In mano agli inquirenti c’è poco: i filmati della videosorveglianza della scuola, che danno qualche indicazione sulla corporatura, il modo di camminare e lo scooter utilizzato. Su quest’ultimo particolare – si tratta di uno Yamaha T-max 500 cc – resta in piedi l’interrogativo sul colore: sarebbe lo stesso rubato a inizio marzo e utilizzato per gli agguati ai militari, ma in quei casi era nero, alla scuola era di colore bianco.

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