Lombardo spiega il cambio di rotta sul candidato a sindaco per Palermo: “noi vogliamo la discontinuità”

Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo torna a parlare della situazione a Palermo e sulle amministrative non ha dubbi nel confermare la convinzione della sua scelta di dire “addio” alla candidatura di Massimo Costa. Il presente è Alessandro Aricò e “non è un ripiego”.

La scelta di Aricò è stata una scelta consequenziale alla manovra del Pdl (o di qualcuno del Pdl) che ha sbandato il nostro candidato della prima ora, Massimo Costa, che aveva un mandato preciso: apparire ed essere in discontinuità con l’amministrazione uscente. Costa è partito da questa posizione impegnandosi formalmente e invece è passato alla posizione di essere e di apparire nella più assoluta continuità con l’amministrazione Cammarata. Mi spiace che un giovane di cui tutti parlavano bene si sia prestato ad un’operazione del genere dando anche la sensazione di una mancanza assoluta di autonomia che certamente potrà caratterizzare e caratterizzerà comunque sempre il suo percorso. Se non si ha la libertà e la forza di dire no, si commettono molti errori e molte sciocchezze.

In coerenza con quello che avevamo sempre detto, abbiamo ragionato non solo con Fli ma anche con gli altri soggetti che si ritrovano accanto a questa candidatura a sindaco, quella di Alessandro Aricò, giovane anche lui, deputato regionale con una esperienza politica e amministrativa lunga alle spalle. Aricò è stato anche assessore con Cammarata e lo siamo stati anche noi per un brevissimo periodo.

Per quanto ci riguarda noi fummo messi fuori dalla giunta sol perché i nostri consiglieri comunali avevano osato chiedere chiarimenti sul rendiconto per sapere come andavano i conti del Comune di Palermo. Quei conti fotografano un fallimento, il buon Cammarata si sottrasse al confronto, i nostri si astennero e l’indomani mattina si trovarono fuori dalla giunta.

Da allora in poi il Comune di Palermo è nella condizione che tutti i palermitani conoscono. Credo che un uomo che ha serietà, esperienza e il vigore tipico di chi ha 37 anni sia la persona giusta. Lo sosterremo fino in fondo: si andrà al ballottaggio? Faremo una durissima e fortissima campagna per vincere.

Palermo può cambiare. E’ una città straordinaria e ne conosco poche belle come Palermo. Per me è una scoperta straordinaria giorno dopo giorno con il suo centro storico, le chiese, le biblioteche.

Un augurio quindi ad Aricò ma un augurio che significa un impegno adeguato allo sforzo che lui deve compiere e che tutti noi, insieme a lui, faremo per assicurare un buon sindaco alla città.

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