Cerci si fa espellere dopo 20′: Vucinic, Vidal, Marchisio, Pirlo e Padoin umiliano i viola. Contestazione al Franchi

Mirko Vucinic

Botta e risposta nella lotta scudetto. Il Milan chiama, la Juve risponde alla grande. Vucinic, Vidal, Marchisio, Pirlo e Padoin firmano la cinquina bianconera a Firenze e consentono a Conte di tenere il passo di Allegri, vittorioso a Parma nell’altro anticipo della 28/a giornata.

La distanza in vetta resta invariata (4 punti in più per i rossoneri) ma il fragoroso successo raccolto al Franchi peserà molto sul morale di Pirlo e compagni, che tornano a fare bottino pieno dopo un mese (l’ultimo successo il 18 febbraio con il Catania) e si preparano ad affrontare al meglio il terribile poker di partite che li attende (dopo il Milan nel ritorno della semifinale di Coppa Italia martedì, sfideranno Inter e Napoli in casa, Palermo fuori e Lazio allo Juventus Stadium).

Al Franchi si gioca in un clima caldissimo. Oltre 35.000 spettatori presenti, coreografia come ai vecchi tempi in curva Fiesole con migliaia di bandierine bianche e viola a trasformarsi in una grande maglia della Fiorentina e cori offensivi nei confronti di Antonio Conte accolto da fischi e insulti. Ci sono anche scambi di sfottò tra le tifoserie, con quella juventina a augurare la serie B alla Fiorentina e a fischiare il nome dell’arbitro Bergonzi prima della lettura delle formazioni, e quella viola a sbeffeggiare il tecnico juventino. Centinaia le parrucche esibite dai sostenitori fiorentini, di vario tipo e colore e tanti gli striscioni ironici, tra i quali anche molti a sbeffeggiare la capigliatura di Conte.

Nonostante l’atmosfera ostile, però, i bianconeri partono all’attacco con la voglia di fare la partita e di rispondere subito al Milan. Vucinic è fra i più ispirati e dopo sei minuti colpisce un palo dal limite, sulla ribattuta a Matri non riesce il tap-in vincente. E’ solo la prova generale del gol, che arriva al quarto d’ora: stavolta il destro da fuori del montenegrino è preciso e non lascia scampo all’incolpevole Boruc. Accusa il colpo la Fiorentina e a rovinare i piani di Delio Rossi ci pensa Cerci, che si fa espellere ingenuamente al 20′ per un calcio nel sedere a De Ceglie.

Il tecnico viola, che aveva scelto un 4-3-3, è costretto a passare un 4-4-1 con il solo Lazzari autorizzato ad appoggiare l’unica punta Amauri. Il correttivo, però, è inutile: la Juve è padrona del campo e trova il raddoppio con Vidal, che ribadisce in rete una respinta di Boruc su una sua conclusione da centro area. Gestisce senza problemi la squadra di Conte. Al riposo Buffon va i con guanti immacolati.

Delio Rossi nella ripresa prova a correggere l’assetto con De Silvestri al posto di Olivera, mentre Montolivo cerca di scuotere i suoi nel tentativo di riaprire la partita. Dura dieci minuti l’illusione viola, perché Vucinic (dopo una conclusione a lato) ispira anche il tris di Marchisio, bravo a realizzare il suo settimo gol in campionato con un colpo di testa in tuffo.

Partita praticamente chiusa, con Buffon che viene chiamato in causa per la prima volta dopo 62 minuti di gioco per deviare sul palo un sinistro di Lazzari. A completare la magica serata bianconera anche il gol di Pirlo, ancora una volta fra i migliori in campo, e la prima rete in maglia bianconera di Padoin. Fanno festa i tifosi della Juve, lasciano la curva Fiesole in aperta contestazione quelli viola.

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