Premier “accordo in una settimana”. Angeletti: “non ci scommetterei”. A febbraio +49% di cassa integrazione

"ora x" per la riforma del lavoro

I pareri restano fluttuanti tra l’ottimismo e chi incece si mostra scettico. L’ora della verità sulla riforma del lavoro è ormai vicina.

«La settimana prossima si chiuderanno le trattative sul mercato del lavoro e sugli ammortizzatori sociali». L’annuncio è del premier Mario Monti che parla a Milano all’indomani di una giornata tesa, con il capo della Cgil Susanna Camusso che è tornata a tirare il freno sull’articolo 18 e con le imprese che hanno criticato il governo perché ancora «senza una soluzione in tasca».

A margine del convegno di Confindustria che si tiene nel capoluogo lombardo – come riporta il Messaggero – Monti ha incontrato la leader di Confidustria Emma Marcegaglia e i sindacati. Ed è proprio da questi ultimi che trapela pessimismo sull’effettivo raggiungimento di un’intesa.

Bonanni. Dagli incontri informali di questa mattina «sono emersi estremismi», dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che avverte: senza accordo «il governo farà da solo e sarà una riforma più dura». Poi spiega «Capisco la posizione delle imprese non quella di altri», riferendosi senza citarla alla Cgil.

Angeletti. «Non scommetterei soldi sull’accordo», è il commento del capo della Uil Luigi Angeletti che aggiunge: «Non ci sono allo stato attuale soluzioni condivise, il punto fondamentale è l’articolo 18. Noi sugli elementi che riguardano le motivazioni di carattere economico siamo disposti a fare un passo avanti, non lo siamo per nulla a modificare l’articolo 18 per quanto riguarda gli aspetti disciplinari: non c’è ragione di spostare il rapporto di potere a vantaggio delle imprese». Secondo il segretario della Uil, Luigi Angeletti, «il ministro Fornero ha detto che bisogna modificare l’articolo 18 anche per quanto riguarda le questioni disciplinari e questo a noi non sta bene».

Cgil: boom cassa integrazione. Dalla Cgil, intanto, arrivano i preoccupanti dati sul ricorso alla cassa integrazione in Italia. A febbraio le ore di cassa integrazione sono state quasi 82 milioni con una crescita del 49,1% su gennaio, ha comunicato il sindacato, precisando che nei primi 2 mesi dell’anno i lavoratori coinvolti nei processi di cassa sono stati 400.000 con un taglio del reddito per oltre 525 milioni di euro, pari a circa 1.300 euro per ogni singolo lavoratore.

Ue. Dopo l’incontro con Marcegaglia e sindacati, Monti ha tenuto una conferenza stampa con il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, il quale ha sottolineato: «Speriamo di vedere presto i contenuti della riforma» del lavoro. «L’Italia si è avviata verso un processo di riforme globale importante, volto a ridurre debito pubblico e a risanare le problematiche strutturali e a riguadagnare la fiducia degli investitori. Con le giuste politiche potrà risolvere i suoi problemi».«È importante avere un forte consenso sulla riforma», secondo Barroso «anche perchè il consenso è importante per gli stessi investitori». «L’Italia ha avviato una notevole riforma del lavoro, volta a rilanciare la crescita», ha aggiunto, ricordando che nel Paese «il tasso di occupazione è inferiore alla media europea, soprattutto tra le donne e i giovani» e c’è «una situazione di precarietà». Secondo il presidente della Commissione Ue, c’è bisogno di un disegno «attento» della riforma per avere «maggiore flessibilità in entrata e in uscita».

Casini. C’è un elemento comune a tutte le persone coinvolte nella trattativa sul lavoro ed è la «consapevolezza che questo Paese va salvato dal baratro». Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini lo ha detto parlando della cena cui ha partecipato ieri con Emma Marcegaglia e Susanna Camusso: «Ieri sera abbiamo cenato con il presidente di Confindustria e il segretario della Cgil». Casini si dice «ottimista» ma sottolinea: «L’accordo ci è imposto dai fatti, dalla situazione e dai comportamenti e alla fine arriverà. Ma dare per scontato quello che non è può portare a rischi molto forti».

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