Il leader Fli a Pietrasanta: “premier governi a tutto campo. Dopo le amministrative una fase costituente”

Gianfranco Fini

”Monti sia cosciente davvero della sua forza, deve governare a tutto campo: non si faccia bloccare da tatticismi, non faccia fermare le iniziative di riforma di fronte a veti”. Il monito è del presidente della Camera e leader di Fli Gianfranco Fini, che si è così espresso intervenendo alla prima convention nazionale del partito a Pietrasanta (Lu). ”Continuiamo a sostenere il governo Monti, in modo non acritico ma convinto”, ha aggiunto.

Fini ha sottolineato che ”dobbiamo continuare in un’azione di sostegno politico, che deriva dall’efficacia dei provvedimenti che il governo ha preso, che non sono taumaturgici o perfetti ma si tratta di provvedimenti che indicano una strada univoca, legati da un filo logico di concretezza e realismo” dalla volonta’ di ”sciogliere nodi strutturali che avevano avviluppato la societa’ italiana fino a renderla esanime”.

Quello guidato da Monti è ”un governo del fare concreto con un atteggiamento di serieta’ e rigore che dopo mesi di sbornie collettive e’ apprezzato dagli italiani molto piu’ di quel che si poteva pensare”.

Fini ha anche ammonito che ”c’e’ qualcuno che continua a pensare che il governo Monti sara’ una parentesi” ma ”quando avrà termine, alla fine della legislatura, nulla sara’ piu’ come prima perche’ il sistema si sta ristrutturando”.

Poi un’analisi sulle prospettive: “In Italia c’e’ spazio per una ”nuova possibile aggregazione politica” e per questo dopo le amministrative si dovra’ aprire una ”fase costituente”.

”Nella societa’ italiana – ha detto Fini – sta nascendo lo spazio per una nuova offerta politica in grado di unire gli italiani di buona volonta’, c’e’ spazio per una aggregazione in grado di dare una buona ragione agli italiani, che se si votasse domani diserterebbero le urne. Serve pero’ un progetto ambizioso. Per questo dopo le amministrative si dovrà aprire la fase costituente di questo progetto” per discutere ”su come renderlo davvero un progetto per l’Italia”.

La nuova aggregazione, ha aggiunto, deve unire ”progetto a concretezza, visione a pragmatismo” e ”Fli deve giocare la sua partita, deve giocare il suo secondo tempo, senza complessi di sudditanza, senza problemi di visibilita’, con il protagonismo dei suoi comportamenti, con la freschezza dei suoi progetti, delle sue idee. Non saremo soli in questa azione e con gli amici del Terzo polo stiamo ragionando proprio su come andare oltre.

Non si tratta – ha precisato – di commettere errori già commessi: che si chiami patto, unione, appello, non mi interessa. Ognuno portera’ in dote quel che sapra’ portare, dovra’ essere un’orchestra capace di suonare uno spartito con piu’ note e piu’ voci”. Questa aggregazione avra’ ”successo in ragione della sua ambizione, della capacita’ di andare molto oltre la sommatoria esistente” se sara’ capace di ”immaginare la Terza repubblica” e non limitarsi al ”piccolo cabotaggio”.

Il soggetto deve avere una ”una chiara vocazione maggioritaria” essere ”non centrista ma centrale” e ”punto di raccordo di culture liberali, socialiste, nazionali, come la nostra”, non un partito di moderati perche’ ”l’aggettivo moderato non significa nulla se riferito a chi urla ed è incapace di ascoltare, la vera alternativa e’ tra i rinnovatori e i nostalgici”.

© Riproduzione Riservata

Commenti