Una bambina svanita nel nulla e un destino che dalle ore 13.32 dall’ormai lontano 10 agosto 1996 è rimasto un inquietante libro aperto privo di alcun finale. Torniamo ad occuparci della triste e irrisolta storia di Angela Celentano, la bimba scomparsa 16 anni fa sul Monte Faito e da allora mai più ritrovata. Qualche giorno fa la famiglia di Angela è tornata a parlare pubblicamente ed ha diffuso una nota.

«E’ arrivato il momento di rendervi partecipi di una novità molto importante, della realizzazione di un progetto a cui la nostra famiglia tiene molto e a cui si è dedicata con passione nell’ultimo anno. Il 30 aprile 2012 sarà pubblicato il nostro libro sulla storia di Angela e soprattutto sulla nostra speranza, sostenuta dalla nostra fede, di riaverla presto con noi. Si intitola “Il regalo di Angela”, sarà disponibile in tutte le librerie d’Italia. L’editore è Piemme, tra le maggiori case editrici nazionali, che ha creduto nell’importanza di pubblicare quest’opera. Alla sua realizzazione ha lavorato con noi il giornalista Pietro Cabras, che ha raccolto i nostri pensieri e i nostri racconti».

«Non possiamo anticiparvi molto altro, in attesa della presentazione che avverrà dopo la pubblicazione, se non che nel libro, nelle sue oltre 200 pagine, troverete i momenti più significativi di questi sedici anni di ricerche e attese, raccontati da noi della famiglia in prima persona». La nota pubblicata sul sito ufficiale di Angela Celentano è a firma dei suoi familiari, i genitori Catello e Maria, e le sorelle Rossana e Naomi. Lo scorso ottobre, sempre la famiglia Celentano si era soffermata sui più recenti sviluppi della vicenda, legati alle parole della signora Vincenza Trentinella, che sostiene di aver trovato Angela e che si troverebbe oggi in Turchia.

«In riferimento a tutte le notizie apparse sul profilo Facebook “Angela Celentano Oggi” e sull’intervista rilasciata ad un settimanale dalla signora Vincenza Trentinella, comunichiamo ufficialmente ai nostri sostenitori che tali notizie hanno portato ad esito negativo».

In questi mesi si sono registrati tra la famiglia di Angela e Vincenza vari momenti di tensione. E’ una versione dei fatti certamente clamorosa e sconvolgente quella raccontata dalla Trentinella, alla quale però non crede la famiglia della bambina che ha deciso di querelare la Trentinella. Nel corso del programma radiofonico “Overture”, condotto da David Gramiccioli, la Trentinella è intervenuta, a più riprese, ha fornito di recente ulteriori dettagli sulla sua versione della vicenda, in oggetto alla quale la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli ha aperto (e non avrebbe ancora chiuso) un fascicolo. Angela – sempre secondo quanto afferma Vincenza Trentinella – sarebbe stata da lei «fotografata e filmata il 10 marzo 2009 in Turchia». Vivrebbe «con una persona potentissima che lei crede essere suo padre».

Hanno fatto discutere e continuano, dunque, ad alimentare dibattiti tra chi le crede e chi ritiene che non stia dicendo il vero, le parole della Trentinella, secondo cui «Angela sarebbe stata scelta, voluta, pagata. E’ stata consegnata e già la sera stessa stava con questo signore. Chi ha operato il rapimento l’ha fatto su commissione e chi ha riscosso il denaro è l’organizzazione malavitosa che ha compiuto il crimine».

La Trentinella ha aggiunto altri dettagli nel suo intervento su “Overture”: «A rapire Angela è stata un’organizzazione malavitosa radicata in varie parti d’Italia ma soprattutto nel Centro-Sud, dove ci sono meno controlli rispetto al Nord. I bambini vengono scelti tramite foto e ci sono richieste specifiche, di età e tipologie su dove debbano essere portati per poterli confondere con persone del luogo o assomigliare vagamente ai nuovi genitori. Vengono portati in posti fuori dalla comunità europea, e fatti uscire o via mare con pescherecci o per via aerea su voli privati, con finte famiglie e falsi documenti».

Vincenza ha detto: «chi ha organizzato il rapimento di Angela è una persona che sta sul luogo, che aveva studiato tutto da tempo. E’ una persona scaltra, che conosceva troppo bene sia la situazione familiare che non. E’ stata una commissione su una bambina di quella età e con quelle caratteristiche. E’ stata una persona abituata a queste cose, le ha già fatto con altri bambini non solo di Napoli e fa parte dell’organizzazione».

Qual’è la verità? Che fine ha fatto Angela? Ci sono autorità competenti che stanno accertando la fondatezza di questo racconto e potranno dire se sia vero o no. Al momento ci sono gli sviluppi fatti rivelati con tenacia da Vincenza Trentinella e c’è la famiglia di Angela che continua a sperare di ritrovare la propria figlia ma non crede in alcun modo a quanto afferma la signora. Il destino di Angela è uno di quei misteri infiniti, dove la sofferenza si avventa sul mare calmo della serenità e la soffoca, sino a farla diventare inquietudine che non vuole andarsene più. Ogni anno in Italia 3 mila famiglie si recano dalle Forze dell’Ordine per denunciare la scomparsa del loro figlio. In almeno 900 circostanze i bambini non tornano a casa e questi casi di scomparsa (a volte anche legati al traffico di organi) restano senza una risposta.

Quello di Angelo è lo stesso copione di Denise Pipitone, delle gemelline Alessia e Livia ed altri bambini sulla cui esistenza non c’è più alcuna luce. Tante, troppe vite in sospeso e un evento spietato che in pochi istanti sconvolge intere famiglie. Interrogatori estenuanti, appelli senza esito, decisioni coraggiose, avvistamenti che non portano a una svolta, ore e ore di appostamenti e una lunga sequenza di perquisizione infruttuose. L’unica certezza è il cinismo diabolico e sprezzante di chi, privo di umanità ma solo alla stregua di una bestia, compie rapimenti e crimini che – senza se e senza ma – meriterebbero il contrasto preventivo di leggi altrettanto spietate (compresa l’eventualità della pena di morte). E’ importante porsi delle domande e riflettere, per provare a capire e non dimenticare. A fronte di un giallo inespugnabile, c’è una verità nascosta da qualche parte e non bisogna smettere di cercarla.

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