Giuseppe Messina raggirava anziana insieme ad ex impiegata delle Poste: soldi per fittizie prestazioni

fisioterapista raggirava anziana

A conclusione di un’articolata attività investigativa, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno tratto in arresto nelle scorse ore a Giardini un noto fisioterapista della zona, Giuseppe Messina cl. 1955, ed una ex impiegata dell’Ufficio Postale di Taormina, Maria Clara Romeo cl. 1940, poiché ritenuti responsabili del reato di circonvenzione di persone incapaci.

Gli stessi, tra il 2009 ed il 2010, infatti, avrebbero circuito una donna 63enne di Giardini Naxos, abusando del suo stato di minore capacità psichica, inducendola a consegnare loro, in più tranche, la somma complessiva di 115 mila euro quale pagamento per servizi vari e, soprattutto, per fittizie prestazioni mediche e fisioterapiche.

La vittima, infatti, avrebbe conosciuto prima la donna e successivamente, per il tramite di questa, il citato fisioterapista.

I prelievi, sempre più consistenti e sempre meno giustificati, erano diventati così frequenti da indurre un familiare della vittima, originario di Giardini Naxos, ma da tempo dimorante a Roma per lavoro, a chiedere al Tribunale di Messina la nomina di un amministratore di sostegno della sorella, individuato da quell’A.G. nello stesso congiunto.

Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Giardini Naxos, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, dott. Fabrizio Monaco, si sono sviluppate in una dettagliata serie di accertamenti tesi a verificare le cause che avevano determinato la situazione di incapacità in cui versava la donna.

A tal proposito, infatti, a dare l’input agli accertamenti della Procura della Repubblica di Messina la stessa motivazione del provvedimento emesso dal Giudice Tutelare, da cui emergeva che la donna 63enne sarebbe stata suggestionata da una impiegata dell’Ufficio postale della frazione Trappitello di Taormina, la quale, in poco tempo, avrebbe indotto la vittima ad effettuare in suo favore plurime elargizioni di denaro, oltre che ad accordarle un credito per l’ingente importo di 26mila euro che l’impiegata le aveva poi restituito solo in minima parte.

Sempre dal provvedimento tutelare emergeva, altresì, che la vittima sarebbe stata influenzata nella gestione dei suoi interessi economici anche da un fisioterapista nei cui confronti la donna 63enne aveva effettuato consistenti esborsi di denaro per verosimili trattamenti fisioterapici e per l’acquisto e la somministrazione di prodotti dei quali sconosceva il preparato e la composizione chimica.

Nel corso degli accertamenti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Messina, i Carabinieri della Stazione di Giardini Naxos acquisivano importanti elementi di riscontro in relazione alle attività poste in essere da Romeo e Messina.

In particolare, nel corso delle indagini, sono emerse varie dazioni di denaro effettuate dalla vittima già a partire dal mese di marzo 2009 e sino al 2010 nei confronti dei due.

A Romeo, con la quale la vittima aveva cointestati dei conti corrente, la 63enne aveva anche concesso un prestito di 26 mila euro.

Anche nei confronti di Messina, nel medesimo arco temporale, la vittima aveva elargito somme di denaro, le quali erano state corrisposte in varie tranche per il pagamento di prestazioni mediche e per la somministrazione di composti chimici a scopo terapeutico; secondo quanto emerso nel corso delle indagini, per la somministrazione di tali composti chimici, asseritamente acquistati dal fisioterapista nella Repubblica di San Marino, la vittima avrebbe pagato ben mille euro.

Sempre nel corso degli accertamenti effettuati dai Carabinieri, sono stati riscontrati diversi prelievi di denaro effettuati dalla vittima nel tempo, il cui importo varia tra i 300 ed i 2500 euro, effettuati senza un plausibile spiegazione dal mese di giugno 2010 fino al marzo 2011, per un ammontare complessivo di 40 mila euro. Tali prelievi, alcuni dei quali effettuati nella medesima giornata, sarebbero stati effettuati presso diversi Uffici postali della zona.

All’esito dell’attività investigativa, protrattasi per alcuni mesi, e condotta dai Carabinieri, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, dott.ssa Maria Vermiglio, condividendo le risultanze investigative emerse nel corso degli accertamenti effettuati dai Carabinieri, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari per i due prevenuti.

Al termine delle formalità di rito, il fisioterapista Messina e l’ex impiegata Romeo sono stati trasferiti presso i rispettivi domicili.

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