Il  Tribunale di Reggio Calabria condanna il giudice ex componente della Procura di Barcellona e ora a Milano

Olindo Canali

Due anni di reclusione per falsa testimonianza. E’ la condanna inflitta dal Tribunale di Reggio Calabria al magistrato Olindo Canali, ex componente della Procura di Barcellona, ora in servizio a Milano.

Il reato è stato commesso nel 2009 nel processo ‘Mare Nostrum” davanti alla Corte d’Assise di Messina. Nello stesso procedimento, il Gup Cinzia Barillà ha condannato a due anni il boss barcellonese Giuseppe Gullotti per minacce nei confronti dei giudici.

I fatti che hanno portato alla condanna di Canali sono legati a un memoriale scritto nel lontano 2006 depositato in aula dai difensori di Gullotti nel corso del maxiprocesso d’appello “Mare Nostrum” a capi e gregari della mafia tirrenica. Il documento faceva riferimento all’omicidio del giornalista Beppe Alfano avvenuto l’8 gennaio del 1993, le cui indagini furono coordinate proprio da Canali.

La deposizione che costituisce il canovaccio dell’accusa nei confronti del magistrato si tenne in due parti. La falsa testimonianza, ha scritto il sostituto della Dda reggina Perrone Capano, sarebbe stata commessa nel corso della seconda parte della deposizione che Canali fece il 15 aprile del 2009.

Nel memoriale il pm affermò che “non ci fu nessuno, mai, che credette seriamente alla matrice mafiosa dell’omicidio”. Canali in un primo momento negò di avere redatto questo testo. Solo successivamente, il pm riconobbe la paternità del memoriale, e la Corte d’assise d’appello decise di sentirlo in aula, acquisendo il documento.

“’Ci sono voluti anni e moltissime energie per dimostrare chi fosse il magistrato Olindo Canali, ma alla fine la verita’ e’ venuta a galla’, ha commentato l’eurodeputata dell’IdV Sonia Alfano, figlia del cronista de ‘La Sicilia’ ucciso dalla mafia.

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