In Svizzera tragica processione dei genitori all’obitorio per identificare i figli e ci si interroga sulla sicurezza

il dolore dei familiari a scuola

E’ il momento del dolore e delle polemiche dopo la strage del bus di bimbi schiantatosi nella galleria svizzera, ed è soprattutto giunto il tempo di chiedersi perché sia accaduta tale sciagura. I genitori dei piccoli morti al rientro da una gita scolastica sulla neve stamane hanno varcato la soglia che mai avrebbero voluto attraversare: quella dell’obitorio di Sion, dove devono identificare i corpi dei loro figli.

Intanto, oltre ad esprimere l’immenso dolore per la tragedia del tunnel di Sierre, la stampa svizzera si interroga questa mattina sulla sicurezza delle numerose gallerie presenti sulla rete stradale elvetica.

Un portavoce della polizia ha confermato stamane che «Sono arrivate le famiglie delle vittime (28 in tutto, di cui 22 bambini) per identificare i corpi e fornire informazioni utili per l’identificazione formale di coloro che non possono essere identificati». Alcuni corpi verranno rimpatriati in Belgio nelle prossime ore a bordo dei due C-130 messi a disposizione dal governo belga e in attesa sulle piste dell’aeroporto di Ginevra, mentre rimarrà sicuramente in Svizzera il corpo del conducente per l’autopsia che possa aiutare a capire se abbia avuto un qualche malore che ha provocato la sciagura.

Sulla stampa svizzera, è polemica sulla sicurezza delle strade. «Sarà necessario prevedere limiti di velocità più bassi per i veicoli pesanti o modificare la progettazione delle aree di emergenza lungo le gallerie” contro una delle quali è andato a schiantarsi il pullman con le due scolaresche belghe a bordo», si chiede il quotidiano francofono Le Temps.

Il tunnel di Sierre, in cui è avvenuto il dramma costato la vita a 28 passeggeri, in maggioranza bambini, rispetta le norme più attuali in materia di ventilazione, uscite di soccorso, segnaletica e illuminazione, secondo Ufficio federale della viabilità, citato da Le Temps.

Il quotidiano di Zurigo Tages-Anzeiger riprende l’argomento delle aree di emergenza, costruite lungo le pareti del tunnel, i cui angoli squadrati rappresentano un pericolo mortale in caso di collisione: «E’ solo a causa di questo muro che si è potuto verificare un impatto frontale», scrive il giornale, sottolineando che questa progettazione riguarda la maggior parte delle gallerie svizzere.

Ieri sera il procuratore del Vallese aveva confermato che il pullman viaggiava nei limiti della velocità consentita di 100 chilometri orari all’interno del pullman: per ragioni ancora ignote ha urtato sulla banchina destra della pavimentazione per poi impattare frontalmente contro il muro di cemento della nicchia della sosta di emergenza.

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