Procura di Monza indaga per tangenti un consigliere regionale del Pdl. Prese mazzetta da diecimila euro. Il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e il pm Giordano Baggio hanno indagato l’esponente del Pdl, Giuseppe Angelo Giammario per corruzione. In mattinata nei suoi confronti è stata disposta una perquisizione effettuata dai carabinieri del Noe.

Il consigliere regionale lombardo avrebbe intascato una tangente da 10mila euro. Si evince dal decreto di perquisizione. Emerge anche che ci sarebbe stata una promessa di una mazzetta da 30mila euro in relazione ad appalti sul verde pubblico in Brianza. A versare e a promettere la tangente, secondo quanto trapela in merito all’ipotesi di reato contestata nell’avviso di garanzia notificato oggi in occasione della perquisizione, sarebbero stati il florovivaista Achille Baronchelli, amministratore unico della Baronchelli srl; Nicola Di Rosario, vice presidente del consorzio Stabile Litta, entrambi già coinvolti nell’inchiesta di Monza come promotori di un’associazione per delinquere finalizzata a plurime turbative d’asta, e Fulvio Saldini, già presidente di Assofloro Lombardia. I tre imprenditori avrebbero inoltre versato 5mila euro di mazzetta al presunto intermediario Gianmauro Nigretti.

In ambienti della Regione è stato fatto notare che l’inchiesta non riguarda l’attività di Giammario come consigliere e come vicepresidente della commissione Ambiente. Si tratta di uno stralcio di un’indagine della Procura di Monza del 2008-2009 sugli appalti per il verde pubblico. L’inchiesta è già culminata nella richiesta di rinvio a giudizio per 19 imprenditori accusati aver promosso un’associazione per delinquere per pilotare numerosi appalti nell’ambito della manutenzione del verde in diversi comuni.

Associazione che, secondo i pm Ernesto Baggio e Manuela Massenz, avrebbe coinvolto anche un geometra del Parco nord. A promuoverla, sempre secondo l’ipotesi accusatoria gli imprenditori Achille e Francesco Baronchelli, padre e figlio; Massimo Polesana, Nicola Di Rosario, Diego Latinia. Sono dunque accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di diversi episodi di turbativa d’asta, commessi tutti nel 2009. E l’udienza preliminare si terrà in aprile.

Poche parole da parte del presidente della Regione Roberto Formigoni: ”Non commento notizie non ufficiali”.

“Vale il principio della presunzione d’innocenza. Siamo fiduciosi che il collega Angelo Giammario chiarisca la sua posizione davanti alla Magistratura. Attendiamo, quindi, l’esito delle indagini”. Così Paolo Valentini, presidente del gruppo Pdl, ha commentato la notizia.

“E la notizia dov’è? In fondo si tratta dell’abituale ‘perquisizione quotidiana’ La domanda che ci si pone, semmai, è: a quale nuova, risibile trovata si appiglierà oggi Formigoni pur di continuare a negare l’evidenza della smisurata questione morale che attanaglia la maggioranza Pdl-Lega?” Questo il commento sarcastico del consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Gabriele Sola, circa il nuovo blitz dei Carabinieri al Pirellone.

“L’intreccio di inchieste che ha per epicentro il Pirellone mostra le crepe della struttura portante di quel sistema di potere, architettato dal Celeste, che ingabbia da vent’anni la Lombardia. ‘FormiBoni’ ed i partiti che li sostengono non possono più sfuggire alle proprie monumentali responsabilità”. Lo sgretolamento morale di questo sistema e l’imbarazzante epidemia che sta decimando l’istituzione regionale”. “Non ci sono alternative alle elezioni immediate. Solo così potremo restituire dignità a Regione Lombardia, istituzione la cui credibilità appare ormai straziata da troppi dei suoi stessi rappresentanti”, conclude il consigliere regionale di IdV.

Con le accuse nei confronti di Angelo Giammario e’ salito a 9 (su 80 membri) il numero degli indagati nel Consiglio regionale della Lombardia nel corso della legislatura attuale. Si tratta di episodi non collegati fra loro, frutto di differenti inchieste giudiziarie, ma che nel loro complesso hanno scatenato la polemica politica.

Appena ieri l’Aula si e’ divisa sulla richiesta di dimissioni avanzata dalle minoranze nei confronti dello stesso presidente leghista Davide Boni, che e’ accusato per un presunto giro di tangenti. Prima di lui sono stati indagati per corruzione anche i due vicepresidenti del Consiglio regionali eletti a inizio legislatura e poi dimessisi, Filippo Penati (Pd) e Franco Nicoli Cristiani (Pdl), oltre al consigliere segretario Massimo Ponzoni (Pdl), arrestato invece per bancarotta fraudolenta. Risultato, 4 componenti su 5 iniziali dell’Ufficio di presidenza sono finiti sotto inchiesta.

Nelle fila del Pdl al Pirellone dal 2010 sono stati indagati anche Gianluca Rinaldin (corruzione) e Nicole Minetti (nel caso Ruby, per favoreggiamento della prostituzione). Nella Lega sono invece stati accusati gli assessori Daniele Belotti, in una inchiesta sul tifo violento a Bergamo, e Monica Rizzi, per un presunto dossieraggio ai danni di avversari interni al partito.

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