Il ministro Fornero ai sindacati: “non metto un pacco di miliardi”. Ammortizzatori e mobilità i veri nodi irrisolti

Elsa Fornero

“Mi risulterebbe molto difficile capire se i sindacati non si dichiarassero d’accordo con una riforma che lavora per l’inclusione e l’universalità degli ammortizzatori sociali”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, conversando con i giornalisti a margine di una conferenza alla Farnesina. “Confido che l’accordo ci sia – ha aggiunto – e lavoro per l’accordo. L’entità del cambiamento è tanta e posso capire che l’interpretazione di primo acchitto sia uno choc. Ma ritengo che la riforma sia una buona riforma”.

“E’ chiaro – come riportato da La Stampa – che se c’è un accordo più avanzato mi impegno a trovare risorse più adeguate e fare in modo che questo meccanismo degli ammortizzatori sociali e questo mercato del lavoro funzionino abbastanza bene”. Così il ministro spiega perché il governo non ha formalizzato la copertura finanziaria dei nuovi ammortizzatori sociali, ieri, nel corso della trattativa con le parti sociali. “E’ chiaro che se uno comincia con il dire no perché dovremmo mettere lì una paccata di miliardi e poi dire: voi diteci di sì”, prosegue. “Non si fa così”, aggiunge rivendicando al suo ministero, e al suo governo, la decisione di finanziare comunque la riforma degli ammortizzatori senza tagliare la spesa sociale. “Mi sono impegnata a che le risorse non vengano tolte dall’assistenza. Mi sembra che sia un buon impegno”, prosegue ribadendo: “E avrei voluto anche sentire una piccola parola di apprezzamento per questo impegno. E invece non ne ho sentita neanche mezza”, conclude.

“L’aggravio di costi previsto dalla riforma del lavoro presentata dal governo è inaccettabile per le imprese. Se non ci saranno modifiche sostanziali, non firmeremo l’accordo”. Lo afferma Marco Venturi, presidente di Rete Imprese Italia l’indomani del nuovo incontro tra governo e parti sociali sul mercato del lavoro.

Di certo c’è che la situazione resta intricata. Se il governo non fa un passo indietro nella trattativa sulla mobilità, “si prende la responsabilità di una rottura sociale nel Paese, che noi non vogliamo”. Lo ha detto ai giornalisti il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine di un forum sul lavoro organizzato a Trieste dal mondo di ispirazione cattolica.

“Noi Cisl – ha aggiunto Bonanni – lavoriamo ogni giorno per la tenuta della coesione sociale. Vogliamo capire se tutti nel Paese, compreso il governo, lavorano per la coesione sociale”.

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