Popolo della Libertà “sposa” la candidatura a sindaco del presidente del Coni. Mpa e Fli sosterranno il finiano

Massimo Costa

“La mia candidatura è nel segno della discontinuità con Cammarata”. Alessandro Aricò è ufficialmente il candidato sindaco di Palermo della coalizione che fa capo a Fli, Mpa, Alleati per la Sicilia e della lista di Massimo Russo e Gaetano Armao. L’uomo della discontinuità, in realtà, è stato un assessore di Diego Cammarata.

Ma la “rottura” col passato invocata dal deputato regionale di Fli – si legge in un approfondimento su Live Sicilia – si riferisce agli ultimi anni del governo cittadino: “Devo dire – ammette onestamente – che i primi anni di Cammarata non sono stati così negativi. Ma gli ultimi tre-quattro sono stati davvero un disastro. Io sono stato assessore tra il 2007 e il 2008, e non è un segreto che mi sia spesso posto in contrapposizione sia con la giunta che col sindaco. Il mio operato – aggiunge – tra l’altro dimostra come in questa città si possa fare bene. Io ho lasciato il bilancio della Gesip in attivo di quattro milioni. Ora sapete tutti in che condizioni si trovi l’azienda”.

Insomma, sgombrato il campo da un dubbio legittimo, Aricò manifesta fiducia, ottimismo: “Mi sostiene una coalizione imponente, fortissima. Sono certo che arriverò almeno al ballotatggio”. E in effetti, al suo fianco, il parterre degli alleati è di tutto rispetto. Tutti dietro un tavolo, ecco Raffaele Lombardo e Carmelo Briguglio, Riccardo Savona e Nino Lo Presti, Massimo Russo e Gaetano Armao. “Questa – spiega Aricò – è una candidatura ‘politica’. In un periodo nel quale è di moda definirsi ‘della società civile’, io voglio precisare che la mia scelta ha un’origine fortemente politica. Un gruppo di forze che coincide con la maggioranza alla Regione, dove c’è un governo amico, che ci tornerà utile quando governeremo Palermo”.

E di quel governo amico, alla destra di Aricò, c’è il massimo rappresentante: “Il nostro candidato è una persona seria – dice Raffaele Lombardo – giovane, di grande esperienza. Una persona leale”. Ed è chiara l’allusione a chi, invece, è stato tacciato nelle scorse ore di slealtà: “Dal giorno di quella conferenza stampa – racconta il governatore – non ho più sentito Massimo Costa. Mi aveva chiamato, ma in quel momento schiacciavo un pisolino. Quando ho provato a richiamarlo, il telefono era occupato…”.

E a rincarare la dose, ecco il coordinatore regionale di Fli Carmelo Briguglio: “Costa? Non do giudizi di natura personale. Ma il suo comportamento – aggiunge – è stato scorretto. È sostenuto dal Pdl? Meno male che la sua era una candidatura di rottura col passato…”. In realtà, Costa al momento sembra godere dell’appoggio anche di uno degli alleati del Terzo polo, l’Udc: “Non ho ancora letto – dichiara Briguglio – una dichiarazione dell’Udc che dichiara di sostenere Costa. Finché c’è vita… io auspico che i centristi possano aderire al nostro progetto, così come l’Api, per presentare un Terzo polo compatto. Ma – prosegue – io rispetto le scelte di Gianpiero D’alia e del suo partito, e lo farò nel corso di tutta la campagna elettorale. Del resto – conclude – con Alessandro Aricò abbiamo scelto di ritornare alla politica della lealtà e della chiarezza”. Ennesima frecciata a quello che, negli stessi minuti, diventava ufficialmente il candidato del centrodestra, e a cui Raffaele Lombardo indirizza un’ultima frecciata: “Credo proprio che i peccatori rimarranno a Palermo”.

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