“Galeotta” fu una confessione su droga e alcol: così è nato l’incontro “fatale” della coppia vip del momento 

Steve O e Elisabetta Canalis

Chi l’avrebbe mai detto che questa sarebbe diventata la cronaca di un amore. Nessuno sa quanto durerà e in verità non sembrano poi fatti l’uno per l’altro ma per adesso va così.

Steve-O è uno che si muove con lo skateboard sottobraccio. A quanto pare, andare in skate è una delle cose che non ha smesso di fare. Con la droga e l’alcol, invece sistiene di aver chiuso da un pezzo. «Il mio primo giorno sobrio è stato il 10 marzo 2008. Se continuo così, fra pochi giorni saranno quattro anni».

Lo racconta nella sua autobiografia, Professione idiota, in uscita in Italia il 13 marzo. Steve-O, nome vero Stephen Glover, 37 anni, negli Stati Uniti è una celebrità. Uno dei «pazzi» della serie di Mtv Jackass, e poi di tre film, stesso titolo e stesso concept, diventati un fenomeno di costume. La loro specialità era esibirsi in stunt pericolosi e idioti, o anche solo idioti.

In una decina di anni, Steve-O si è fatto un piercing alle natiche, ha ingoiato e vomitato un numero imprecisato di pesci rossi (vivi), si è tagliato e impiastricciato di sangue, dato fuoco, pinzato banconote sulla pelle (ma il numero che fece più scalpore fu quello in cui si spillava lo scroto su una coscia). Nel frattempo, si è ubriacato quasi ogni giorno e ha provato quasi qualunque sostanza stupefacente (eccetto eroina e crack), alcune in quantità che avrebbero facilmente potuto ucciderlo.

Sotto gli effetti dell’alcol e della droga ha devastato appartamenti e camere d’hotel, ha fatto pipì su un paio di red carpet, ed è finito parecchie volte in prigione. Altre ragioni per cui è diventato una celebrità.

Lei dice che la dipendenza da alcol è nei geni. Non la sconfiggi mai del tutto. «Più che altro, dico che nel momento in cui diventi un alcolista lo rimani per sempre. Lo stesso con le droghe. Oggi non mi faccio. Dico oggi perché penso un giorno alla volta. È come se lei visualizzasse tutti i bucati che le toccherà fare nella vita in un solo enorme cumulo di biancheria. Ne sarebbe sopraffatta. È meglio pensare a una lavatrice alla volta, a un giorno sobrio alla volta».

Sta seguendo un programma di aiuto?
«Sì. Non le posso dire in che cosa consiste esattamente. In sostanza si tratta di proteggere la mia sobrietà aiutando altre persone a fare lo stesso con la loro».

Parliamo di fatti più recenti? Ho visto le sue foto in Italia.
«È stato divertente. In sei giorni sono stato a Roma, Sanremo e Milano. Non ero mai stato in Italia prima».

Con lei c’era Elisabetta Canalis. L’occasione del vostro viaggio era la sua partecipazione al Festival di Sanremo?
«Esatto».

Come vi siete conosciuti?
«Attraverso amici comuni. A un pranzo, a Los Angeles».

Magari sta imparando un po’ di italiano.
«Beh, sì. Adesso, se voglio chiamare i miei due cani, lo faccio in italiano: “Vieni qui”. O “vieni qua”. Vuol dire lo stesso, no?».

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