Il segretario del Pd lancia la sfida al Pdl: “dopo le amministrative saremo già in campagna elettorale”

Pierluigi Bersani

Profumo di elezioni e anche la sinistra si agita. Altro che “Monti-bis”, Pier Luigi Bersani sfrutta il ‘caso’ creato da Angelino Alfano la scorsa settimana e rilancia, puntando ‘a sinistra’ e mandando più di un avvertimento al presidente del Consiglio Mario Monti.

Il segretario Pd, nei giorni scorsi, aveva fatto il punto numeri alla mano con i dirigenti a lui più vicini in questo momento e la conclusione era stata che il partito non poteva permettersi di “scoprire” il suo fianco sinistro, che stando ai sondaggi vale il 25% del mercato elettorale.

Le amministrative sono alle porte, ma subito dopo sarà di fatto piena campagna elettorale per le politiche ed il leader democratico non ci sta a farsi logorare dai ‘montiani’. La strategia è quella di porsi come “baricentro” tra Terzo polo e sinistra, segnando bene le distanze dal Pdl: “Quando parlo con Alfano sono quasi sempre in disaccordo”.

Ecco allora che il Pdl è “irresponsabile” perché “accende i fuochi”, ha attaccato oggi; sull’articolo 18 è meglio “non scherzare”; il Governo Monti è nato per “evitare di finire come la Grecia”, ma non ha una “maggioranza politica solida”; sabato prossimo, a Parigi all’incontro dei progressisti europei “verrà fuori una piattaforma molto alternativa”.

Per quanto riguarda le alleanze, Bersani pensa a un “centrosinistra di governo”, garantito però da un “patto esigibile”, ovvero l’impegno a decidere a maggioranza, in caso di disaccordo su un tema. Un centrosinistra che si rivolga ai moderati, anche se poi “ognuno farà le sue scelte”. E anche sulla legge elettorale il messggio è: “Mi viene il dubbio che non la si voglia fare”.

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